Lazio-Atalanta 3-2, l’editoriale – Vecchi difetti e un problema sottovalutato

Sulla carta, visto il calendario, la sconfitta di Roma contro la Lazio poteva starci. L’Atalanta era reduce da una partita con la Juventus che – seppur spuntata – resta sempre la Juventus, poi è andata a sbancare l'”Alvalade” di Lisbona battendo lo Sporting e, alla fine, la stanchezza ha presentato il conto alla compagine di Gasperini.

La Lazio, dal canto suo, aveva fatto lo sparring partner a Milano sette giorni fa e aveva vinto mercoledì, 24 ore prima di Lisbona, a Glasgow contro il Celtic dopo averla rischiata di perdere e comunque contro un avversario nettamente inferiore rispetto ai lusitani. E la partita con l’Atalanta rappresentava una sorta di “ultima spiaggia” per non far passare definitivamente il treno Champions League.

Questo vuol dire che la Dea doveva perdere per forza? Assolutamente no. E infatti l’Atalanta ha provato ad opporsi al destino scritto con una reazione di gioco e d’orgoglio che l’ha portata al pareggio grazie ai gol di Ederson e Kolasinac, prima di cedere alla rete vittoria di Vecino. Però, nonostante questa strenua opposizione, i vecchi difetti sono emersi.

In primis, il tallone d’Achille cronico degli avvii a handicap (da quando ci sta Gasperini, è la 51/a partita dove l’Atalanta subisce almeno un gol nel primo quarto d’ora). Poi, il non avere un leader del reparto difensivo (non esiste la controprova ma con Buongiorno al posto di Djimsiti difficilmente avresti subito il gol del 3-2). E, infine, la solita idiosincrasia di Gasperini alla difesa a 4.

Una volta raggiunto il pari, sarebbe stata cosa buona e giusta coprirsi e portare a casa un punto preziosissimo invece di continuare ad accettare l’1 vs 1 con la difesa laziale. E invece, la voglia di vincere – senza avere energie fisiche – è stata controproducente.

Insomma, difetti atavici al quale se ne sta aggiungendo un altro che però è pericolosamente sottovalutato dall’opinione pubblica. L’Atalanta, subita la rete dello svantaggio, esce pericolosamente dalla partita per 5-10 minuti.

E’ accaduto a Frosinone, è accaduto a Firenze (35′ pareggia Bonaventura, 45′ vantaggio viola di Martinez Quarta), è accaduto a Lisbona (con il palo e Musso che hanno salvato capra e cavoli dopo il rigore dei lusitani), è accaduto a Roma (con la traversa e ancora Musso che hanno evitato che l’Atalanta fosse 4-0 sotto dopo 15 minuti).

Suoni l’allarme e suoni forte a Zingonia riguardo questo fattore. Altrimenti si rischia di compromettere seriamente la stagione.

Immagine tratta dalla Pagina ufficiale Facebook dell’Atalanta Bergamasca Calcio.

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