Fabio Capello, allenatore – tra le tante – del Milan dei primi anni Novanta che dominò in Italia, in Europa e nel Mondo, soleva dire dopo ogni scontato successo alla prima di campionato: “ottimi due punti (all’epoca la vittoria valeva una lunghezza in meno di oggi), fieno in cascina“.
Gian Piero Gasperini ha commentato il successo della sua Atalanta in casa del Sassuolo per 2-0 con reti di De Ketelaere e Zortea esattamente come faceva il suo collega una trentina di anni fa. “Buona vittoria, meritata per come è andata la partita. Tre punti importanti“.
Un modo per calmare subito i facili entusiasmi, tenere tutti sulla corda ed evitare la gragnuola mediatica riguardante Charles De Ketelaere. I primi due obiettivi sembrerebbero essere stati centrati. L’ambiente bergamasco ha accolto con il sorriso i primi 3 punti ma ovviamente è assolutamente consapevole che la strada è lunga ed è irta di ostacoli da affrontare.
Gasperini poi ha esaltato tutti i singoli che sono scesi in campo al “Mapei Stadium“. Partendo da Kolasinac, passando per Zapata e Muriel, proseguendo per De Roon e Koopmeiners e infine riservando parole al miele persino per Musso, preferito a Carnesecchi.
Il terzo obiettivo, invece, non è stato centrato ma almeno il tecnico piemontese è riuscito un po’ a smussare il trend derivante dalla prestazione del belga. Arrivato tre giorni fa a Zingonia, in un tempo CDK ha segnato il gol che ha sbloccato la gara, ha preso una traversa (derivante più da una sua rete sbagliata) e ha sfiorato nuovamente la marcatura. Una prestazione che potrebbe averlo finalmente sbloccato.
Il condizionale però rimane d’obbligo. Gasperini, saggiamente, ha respinto al mittente ogni tentativo di comparazione con Ilicic, ne ha esaltato i mezzi tecnici ma contemporaneamente ha affermato come debba ancora crescere (così come Scamacca).
Un altro aspetto però salta all’occhio da questa partita. Le reti sono state segnate da due subentranti. Situazione che fa il paio con le dichiarazioni di Gasperini rilasciate durante la preparazione estiva riguardanti la profondità della rosa.
Finalmente l’allenatore piemontese si è convinto che una squadra impegnata su tre competizioni deve poter contare su una rosa di 23-25 elementi. Ecco perché in attacco ci aspettiamo un intervento sul mercato nel caso di doppia partenza di Zapata e Muriel, ecco perché in difesa e sugli esterni vanno presi altri due calciatori (Hien e Holm?), ecco perché dovrebbero essere evitati “casi” in partenza (Bakker in panchina?). Se si vuole costruire qualcosa di importante, non si può prescindere dalla profondità della rosa. Meglio tardi che mai.
Immagine tratta dalla Pagina Facebook ufficiale dell’Atalanta Bergamasca Calcio
Sassuolo-Atalanta 0-2, l’editoriale – L’importanza della rosa lunga
