In primis, una doverosa premessa. Del “caso Vlahovic” ne parleremo alla fine. Perché, prima di tutto, spazio alla partita. Una partita che ha visto l’Atalanta uscire sconfitta in casa con la Juventus (sempre in questo maledetto orario delle 12:30) ma a testa altissima.
Sono stati solo gli episodi ad aver condannato la formazione di Gasperini. Il gol subito da Iling avviene grazie a uno scontro fortuito tra Zappacosta e Koopmeiners che lascia campo libero a Rabiot e il pur bravo giovane esterno bianconero deve solamente spingere in rete un involontario assist di Maehle. In casa Atalanta, invece, i rimpalli sono stati tutti a sfavore, due legni hanno detto di no prima a Scalvini e poi a Zappacosta e, infine, l’unico demerito nel clamoroso gol mangiato da Pasalic nel primo tempo.
Ma, nel complesso, si può essere parzialmente soddisfatti. L’Atalanta ha giocato alla pari contro una squadra che si avvia a essere seconda in classifica (a netto dei processi sportivi che seguiranno) e ha dimostrato lo stato di salute che sta vivendo in questo periodo storico.
Però la soddisfazione e la testa alta non fanno punti in classifica. E la sconfitta con la Juventus mette una pietra quasi tombale alle speranze di qualificazione in Champions League. A maggior ragione se la partita di ieri si porta appresso anche il carico da 90 degli infortuni di Ederson (sebbene per il brasiliano dovrebbe trattarsi solo di un affaticamento) e, soprattutto, di Boga, uscito con una caviglia malconcia dopo uno scontro con Rabiot (e probabilmente per l’ex Sassuolo la stagione può considerarsi conclusa).
Ma, guardando alle spalle, torna il sorriso. Aspettando Bologna-Sassuolo, la sconfitta della Fiorentina a Napoli e il pareggio tra Torino e Monza consegnano virtualmente il settimo posto all’Atalanta. E con un pensierino al sesto posto.
La Roma, avversaria diretta, è assolutamente battibile. Per una serie di motivi. In primis, perché l’Atalanta è in vantaggio negli scontri diretti. Poi, perché i giallorossi stanno facendo i conti con una serie di infortuni che stanno limitando una rosa che ha anche l’impegno in Europa League contro il Bayer Leverkusen che potrebbe togliere ulteriori energie già ridotte al lumicino. E non dimentichiamo Mourinho che, con le ultime uscite, sta praticamente facendo capire a tutti come difficilmente rimarrà sotto l’ombra del Cupolone.
Quindi, una polveriera che potrebbe scoppiare da un momento all’altro. E l’Atalanta deve essere brava ad approfittarne.
Caso Vlahovic. Purtroppo, alcuni tifosi dell’Atalanta hanno il masochismo nel sangue. Vlahovic ti sta antipatico? Benissimo. Insultalo come ti pare ma non puoi chiamarlo “zingaro” perché è un insulto razzista, senza “se” e senza “ma”. E allora, per evitare di generalizzare perché Bergamo e la stragrande maggioranza della tifoseria dell’Atalanta sicuramente razzista non lo è, è ora che le tecnologie individuino i responsabili e li sbattano fuori dagli stadi.
Le parole di Gasperini? Sicuramente sbagliate. Ma fino a un certo punto. Il tecnico della Dea ha sottolineato il doppiopesismo che vige in Italia dove in alcuni stadi (senza far nomi, Firenze e Napoli) si può vomitare di tutto e in altri invece non deve muoversi neanche uno spillo. Razzismo e discriminazione territoriale a intermittenza, insomma. Lo ripetiamo e lo ripeteremo fino alla noia: quanto sarebbe giusto e sacrosanto che Toloi al prossimo “Odio Bergamo” prendesse il pallone tra le mani e “obbligasse” l’arbitro a sospendere l’incontro fino alla cessazione di questo becero coro. Sarebbe il primo colpo all’ipocrita doppiopesismo italico.
Atalanta-Juventus 0-2, l’editoriale – La Roma nel mirino
