Diciamo la verità, la trasferta di Firenze per l’Atalanta nasceva sotto foschi presagi. La compagine di Italiano in forma smagliante, reduce da 7 risultati utili consecutivi (e 6 vittorie) in campionato e con la qualificazione in semifinale di Conference League praticamente acquisita mentre quella di Gasperini era stata la settima scorsa maramaldeggiata in casa dal Bologna e con un elenco di indisponibili molto grande, al quale si era aggiunto in extremis anche il nome di Ademola Lookman.
E la partita è stata giocata, almeno dal punto di visto dell’andamento, secondo le previsioni. Predominio territoriale e possesso palla interamente di marca viola, Dea con un atteggiamento (finalmente) più prudente e pronta a pungere sulle ripartenze. L’unica cosa che non è andata secondo le previsioni è stata quella più importante: il risultato.
Logica voleva che la Fiorentina avrebbe fatto di quest’Atalanta un sol boccone. Invece, la compagine di Gasperini strappa al “Franchi” un punto di platino che consente di tenere la viola a -7 (e con gli scontri diretti a favore), il Bologna a -5 e comunque permette di rosicchiare un punticino all’Inter, ora “solo” a +2. Questo grazie a un bel gol di Maehle versione nazionale danese e a un rigore molto ma molto generoso concesso dopo 5 minuti di VAR per fallo di mano di Toloi.
Vero, la Fiorentina ha avuto altre tre occasioni da gol nitide. Ma nessuna su azione manovrata. Due sono state su calci d’angolo con Gonzalez e Sottil in pieno recupero e sulle quali Sportiello, preferito a Musso, è stato monumentale. L’altra un tiro di Gonzalez da fuori terminata a lato di poco. Questo perché l’Atalanta è stata attentissima a non concedere nulla, preferendo scoprirsi sulle conclusioni da fuori area (dimostrando però il cronico difetto sulla difesa sui calci piazzati).
Invece, è stata proprio l’Atalanta ad avere due occasioni su azione. Zapata che non arriva per un soffio sul pallone dopo percussione di Hojlund nel primo tempo e Muriel (che oramai è un caso) che va a 2 all’ora su una palla di Boga in contropiede.
Questo significa che la Dea sia guarita? Assolutamente no. La strada per l’Europa è ancora impervia. Ma si doveva ripartire. E ripartiamo da questo doppio “furto” (tra un milione di virgolette, eh): quello perpetrato dall’Atalanta guardando i numeri della partita e quello del “cerca trova” della classe arbitrale. Un doppio “furto” che ha portato in dote un punto benedetto. Da incastonare e coccolare.
Fiorentina-Atalanta 1-1, l’editoriale – Doppio “furto” ma punto benedetto
