In primis, un caro saluto e un augurio di Buona Pasqua a tutte le “menti brillanti” che si limiteranno a leggere il titolo (e per loro è già una grandissima impresa) e commenteranno contro il sottoscritto: “eccolo qui, il solito anti Gasperini. Non aspettavi altro, eh? Vai a tifare Bologna, allora“.
In realtà, il titolo è ovviamente pertinente perché giornalisticamente parlando il ritorno di Sartori a Bergamo era una notizia tutt’altro che trascurabile. Ma il titolo avrebbe potuto essere pure un altro: “solita primavera al Gewiss Stadium“.
Perché Sartori era presente a Bergamo anche la scorsa primavera, quella del tracollo del girone di ritorno che fece precipitare l’Atalanta dal terzo all’ottavo posto. E infatti anche ieri, come nella scorsa primavera, l’Atalanta è apparsa molle sia psicologicamente che fisicamente. E infatti anche ieri, come nella scorsa primavera, l’allenatore ha insistito su un modulo senza avere gli interpreti adatti (e diventerà un mistero il ritorno al suo modulo dopo che una tattica più accorta gli aveva consentito di mettere in cascina 24 punti nelle prime 10 partite).
Continuando la sequenza, infatti anche ieri, come nella scorsa primavera, l’Atalanta è stata assolutamente inoffensiva nel gioco aereo e sulle palle inattive (con Gasperini che ha ammesso che la sua squadra non ha nelle corde questo fondamentale, una frase di una gravità inaudita nel calcio d’oggi). Infatti anche ieri, come nella scorsa primavera, si sono rivisti gli effetti di una compagine troppo tendente agli infortuni sia traumatici (Pasalic) che muscolari (Ruggeri). Infatti anche ieri, come nella scorsa primavera, si sono visti in campo errori tecnici di troppo da parte dei calciatori atalantini.
Insomma, la lezione dello scorso anno sembrerebbe non essere servita a nulla. Lo scorso giugno “pagò” il solo Sartori che, lasciata Bergamo perché oramai troppo inviso a Gasperini, sta conducendo – in tandem con Thiago Motta – il Bologna a sognare l’Europa dopo tempo immemorabile. Ora l’imperativo deve essere uno e uno soltanto: mantenere la dignità. Bergamo può essere riconoscente una volta. Due, no.
Atalanta-Bologna 0-2, l’editoriale – Il morso del “Cobra”
