Atalanta-Udinese 0-0, l’editoriale – Questa volta niente zolla

Correva il 17 novembre 1996 quando l’Atalanta di Mondonico riceveva in casa l’Udinese di Zaccheroni per la 9/a giornata di Serie A. I nerazzurri non giocarono una delle loro migliori partite, anche a causa della squalifica di Filippo Inzaghi e degli infortuni di Foglio e Carbone, ma trovarono un’insperata vittoria grazie a una…zolla.

Un pezzo del terreno di gioco infatti causò uno strano rimbalzo del pallone che il difensore friulano Bertotto aveva retro-passato di testa al portiere Battistini. L’estremo difensore venne ingannato e la sfera scivolò in rete, per l’1-0 decisivo.

La partita di ieri contro l’Udinese di Sottil (in campo con l’Atalanta nella partita precedentemente citata) ha parzialmente ricordato quella sfida di 26 anni e mezzo fa. Squadra in un momento non felice, diverse assenze sia in partenza che in itinere (vedi infortuni di Zappacosta e Koopmeiners) ma comunque una compagine che, dopo un primo tempo difficile, ha dato tutto nella ripresa schiacciando l’avversario.

Qual è stata la differenza? La differenza è che la “zolla” non c’è stata . Non c’è stata quando ci ha provato Pasalic, non c’è stata quando Toloi ha scoccato un gran tiro a giro e Silvestri è stato superlativo, non c’è stata quando Lookman ha tirato e la palla è finita fuori di poco.

Senza zolla, quindi, è arrivato un punto del quale per saggiarne la bontà o meno bisogna aspettare per forza lunedì sera quando si saprà cosa il Bologna, inaspettato ma meritatamente avversario nella corsa al settimo posto (unico obiettivo realistico dell’Atalanta, non facciamoci illusioni), avrà fatto a Torino contro i granata di Juric.

Ma oltre al punto, la partita contro l’Udinese ha confermato come la preparazione atletica dell’Atalanta, per il secondo anno consecutivo, non sia stata proprio perfetta. Difficilmente si può derubricare alla sola sfortuna una settimana dove vengono meno per problemi fisici prima Scalvini e poi Palomino e, in corso d’opera della gara, prima Zappacosta (nel riscaldamento) e poi Koopmeiners. Casi che si aggiungono agli Zapata, ai Muriel, ai Pasalic. Obiettivamente una riflessione seria a fine stagione andrà fatta. Ma ci sarà tempo. Ora c’è un’Europa da conquistare.

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