Atalanta-Lecce 1-2, l’editoriale – Non si fa strada sull’ottovolante

Può una parola assumere sia un significato positivo che uno negativo? Ovviamente sì. Ve ne sono a centinaia di vocaboli che messi in un contesto descrivono qualcosa di bello, messi in un altro illustrano qualcosa di brutto. Tra questi uno spicca per poter descrivere l’attuale situazione dell’Atalanta: ottovolante.

Per i bambini questa parola è sinonimo di gioia e divertimento in quanto rappresenta una delle giostre più amate dove si alternano adrenalina e spensieratezza. Per gli adulti è invece simbolo di variazione repentina di situazioni positive e negative. Uno scenario nel quale è pienamente piombata l’Atalanta.

Settimana scorsa una Dea scintillante espugnava con merito l’Olimpico di Roma, battendo la Lazio per 2-0. Ieri una squadra moscia, spenta e senza nerbo ha ceduto le armi in casa contro il Lecce perdendo per 2-1 e regalando così ai salentini il bis dopo il successo dell’andata.

Cosa è successo? Beh, innanzitutto le assenze hanno avuto il loro peso. E certificano un assunto: questa Atalanta non può rinunciare contemporaneamente al leader del centrocampo e a quello della difesa. Perché Marten de Roon e Giorgio Scalvini hanno dimostrato di dare equilibrio alla squadra di Gasperini ma anche e soprattutto di essere quei calciatori con quel “quid” in più in termini di guida morale del gruppo. E i sostituti? Beh, non ce ne sono in rosa (chiedere alla premiata ditta Pagliuca-Percassi perché).

Poi ci ha messo anche Gasperini del suo con il tridente solo sulla carta lineare ma con Boga impiegato trequartista e quindi nettamente depotenziato nelle sue caratteristiche migliori. E con un Demiral che messo così in campo non serve e che quindi deve essere necessariamente recuperato “mentalmente” (nel senso sportivo del termine) se vuole apportare un contributo decente alla squadra.

In soldoni, l’Atalanta è salita sull’ottovolante e non riesce a scendere, alternando grandi vittorie a inopinate sconfitte. Se non si cambierà in fretta mezzo di trasporto e si ritroverà un minimo di continuità, beh, forse non si tornerà indietro ma non si andrà molto avanti.

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