Lazio-Atalanta 0-2, l’editoriale – Carta di ritorno

Favore ricambiato. Come Sarri aveva incartato Gasperini lo scorso 23 ottobre espugnando il “Gewiss” per 2-0 con le reti di Zaccagni e Felipe Anderson, così ieri il “Vate” di Grugliasco ha esibito al collega la “carta di ritorno”.

La vittoria dell’Atalanta all’Olimpico è stata netta e senza ammissione di replica. La Dea ha dominato sia sul piano di vista fisico che su quello tecnico e la Lazio è stata semplicemente annichilita. Due reti, splendide per costruzione e realizzazione siglate da un ritrovato Zappacosta e da un opportunista Hojlund bravo a sfruttare l’ennesima straripante azione di uno scintillante Lookman e una miriade di occasioni (che però vanno sfruttate nelle prossime uscite) che solo per bravura di Provedel (ah, se fosse entrata la palla di Hojlund dopo che il danese aveva bruciato la coppia di difendenti laziali) e per un pizzico di sfortuna non si sono trasformate in gol.

La Lazio? Solo un paio di occasioni su errati disimpegni dell’Atalanta sui quali Musso è stato prodigioso e nient’altro. Un po’ poco per impensierire una Dea che ieri è stata davvero la migliore della stagione finora. Una squadra che era negli uomini – sostituzione forzata di Maehle a parte – la stessa di quella vista sette giorni fa con il Sassuolo. Con però due novità sostanziali.

In primis, il cambio di ruolo tra Ederson e Koopmeiners con il brasiliano impiegato come centrocampista centrale accanto a De Roon e l’olandese avanzato trequartista. L’ex Salernitana (l’abbiamo ripetuto più volte) è una mezzala da centrocampo a tre, quindi si deve “adattare” per giocare nell’Atalanta. E il brasiliano sta dimostrando di adattarsi molto di più come mediano tutto corsa con un pizzico di tecnica che come trequartista dove deve sia inserire sia dettare l’ultimo passaggio con precisione. Caratteristiche queste ultime che sono proprie di Teun Koopmeiners, con l’olandese che ieri ha dettato calcio tra le linee, annullando sia Milinkovic-Savic che Luis Alberto.

In secundis, l’apporto della panchina. E’ stato quasi commovente vedere Zapata che al momento del raddoppio corre ad abbracciare Hojlund e poi, nei pochi minuti nel quale è stato chiamato in causa, fare a sportellate quasi come i tempi d’oro. Entrati benissimo in partita anche Palomino (con il Tucumano protagonista nel gol di Hojlund) e Demiral. Gasperini l’ha sottolineato subito in conferenza stampa: se si vogliono raggiungere determinati obiettivi, l’apporto della panchina sarà a dir poco fondamentale. Quanto e soprattutto nelle gare da vincere a tutti i costi per esigenze di classifica. La partita con il Lecce sarà già un bel banco di prova in tal senso.

Lascia un commento