In un’ipotetica graduatoria delle automobili più mitologiche, la DeLorean DMC-12 si collocherebbe sicuramente tra le prime posizioni. Questo per tre motivi: l’iconica apertura ad “ali di gabbiano” delle sue porte; essere l’unico esemplare mai prodotto da parte della casa automobilistica; diventare il simbolo della trilogia di “Ritorno al Futuro” rivestendo il ruolo di “macchina del tempo”.
Ebbene, parafrasando quest’ultima caratteristica, l’Atalanta che ha strappato un punto importantissimo ieri all'”Allianz Stadium” contro la Juventus impattando per 3-3 è stata proprio una “Dea”Lorean. Una bellissima “Dea”Lorean.
Contro ogni aspettativa, considerata anche l’assenza di Koopmeiners per squalifica, Gasperini ha confermato il tridente puro Boga-Hojlund-Lookman. E, come per magia, la “Dea”Lorean si è accesa. L’ex Sassuolo muovendosi su tutto il fronte offensivo con quella maglia numero 10 ha ricordato in piccolo (sottolineiamolo, in piccolo) il Papu Gomez. Il danese si è scontrato con i difensori avversari come lo Zapata dei tempi d’oro. E l’anglo-nigeriano? Certo non può ricordare Ilicic per tecnica, ma come realizzazioni assolutamente sì, dato che con la doppietta di ieri sale a quota 11 gol in campionato.
Poi, però, la “Dea”Lorean si è accesa nel bene e nel male. Come ci sono state 16 reti in tre partite tra campionato e Coppa Italia, vi è anche da dire che l’Atalanta ne ha subite 7. Quindi, si va in campo per segnare un gol in più dell’avversario e non per subirne uno in meno. Proprio come i vecchi tempi. E chissà che questo “ritorno al passato” non possa veramente portare bene.
Juventus-Atalanta 3-3, l’editoriale – Che bella la “Dea”Lorean
