Bologna-Atalanta 1-2, l’editoriale – La scossa di Koop

Il calcio è uno sport semplice, alle volte sono gli addetti ai lavori (giornalisti compresi) che lo complicano. E Bologna-Atalanta di ieri sera, partita che ha visto il ritorno alla vittoria della Dea dopo 4 giornate, è riassumibile in pochissime parole.

L’Atalanta del primo tempo era in una valle di lacrime. Non perché era in balia dell’avversario (il Bologna, oltre allo splendido gol di Orsolini e complici le pesanti assenze, ha fatto poco), ma perché non riusciva a costruire uno straccio di manovra continuando suo malgrado a seguire lo scialbo copione di La Spezia. Una squadra spenta, abulica, psicologicamente e fisicamente a terra.

Solo una scossa energica, uno schiaffone con le cinque dita in pieno volto per far svegliare il dormiente, avrebbe potuto cambiare le carte in tavola. E la scossa da 220 V è arrivata tramite il piede sinistro di Teun Koopmeiners. La staffilata dai 25 metri che si è infilata nell’angolino basso alla sinistra di Skorupski ha sconvolto psicologicamente la gara.

L’Atalanta si è resa improvvisamente conto di essere più forte tecnicamente del Bologna e il gol decisivo per la vittoria è stata la logica conseguenza. Un Boga finalmente ispirato (sperando che non si tratti di un “unicum”) ha orchestrato una palla che un Hojlund sempre più in crescita ha messo in porta con uno “scavetto” d’autore. Secondo gol consecutivo per il danese, oramai vero e proprio punto di riferimento.

Quindi, poche chiacchiere. La Dea è stata brava ad aiutarsi da sola grazie alla scossa elettrica olandese. E ha ottenuto tre punti di platino nella corsa all’Europa. Alla fine, è questa l’unica cosa che conta.

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