Atalanta-Napoli 1-2, l’editoriale – La quasi perfezione non basta con i più forti (Vico permettendo)

Quando affronti una squadra più forte tecnicamente e che sta vivendo un periodo storico molto positivo per provare a uscire indenni tu devi fare la partita perfetta e gli avversari devono mollare qualcosina. Ebbene, l‘Atalanta vista ieri con il Napoli è stata “quasi” perfetta ma la quasi perfezione contro la compagine di Spalletti in questo momento non basta. La spiegazione della sconfitta per 2-1 è tutta qui.

La squadra di Gasperini non ha assolutamente sfigurato al cospetto della capolista, tenendo botta per tutti i 90 minuti più recupero (che avrebbe dovuto essere più cospicuo di almeno 60 secondi) e sfoggiando una prestazione di livello in una partita che è stata di tutt’altro spessore rispetto a quella con la Lazio. Ma purtroppo alcuni errori sono stati decisivi ai fini del risultato.

E precisamente tre errori. 1) quello di Hojlund che si è divorato un gol pazzesco nel primo tempo ; 2) la dormita generale sul gol del momentaneo 1-1 di Osimhen ; 3) Demiral che ha tutto il tempo di anticipare Osimhen e buttare il pallone in calcio d’angolo. Invece si fa uccellare con il nigeriano che serve a Elmas la sfera del decisivo 2-1.

Tre errori. Tre “piccoli” errori che però contro questo Napoli non puoi assolutamente concederti. Pazienza, rimane la consapevolezza di essere una squadra solida che può lottare per l’obiettivo del ritorno in Europa. Quanto ai partenopei: vero, sono in testa meritatamente con 35 punti dopo 13 partite. Lo scorso anno la squadra di Spalletti ne fece 32 a questo punto della stagione ed era da tutti candidata allo scudetto. Ebbene, ha terminato il campionato al terzo posto a 79 punti, a -7 dal Milan vincitore. E un campano doc, Giovanbattista Vico, parlava già nei primi anni del Settecento di “corsi e ricorsi storici”. Vedremo.

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