“La leggenda di Al, John e Jack” è un film del 2002 che ha come protagonista il celebre trio comico formato da Aldo, Giovanni e Giacomo, ambientato negli USA dei gangster degli anni ’30. Ebbene, molti staranno pensando: e quindi? Cosa c’entra con Atalanta-Torino?
Nulla, se non l’ispirazione alla descrizione sintetica di Atalanta-Torino 3-1, partita che proietta la Dea in vetta alla classifica di Serie A in coabitazione con la Roma con 10 punti. Perché ieri al “Gewiss Stadium“, tre su tutti hanno rubato la scena.
In primis, Josip Ilicic. Chi non si è commosso al tributo che lo stadio ha riservato al fuoriclasse sloveno ha una pietra al posto del cuore. 60 reti in 172 presenze in 5 stagioni, perle rare come il gol da centrocampo al Torino e il poker al “Mestalla“, telecronache indimenticabili che incensano il suo nome (Trevisani in Borussia Dortmund-Atalanta). Semplicemente, grazie di tutto “Professore” e in bocca al lupo per tutto.
In secundis, quello che si è portato il pallone a casa: Teun Koopmeiners. Personalità (i due rigori realizzati), tecnica (ennesima rete con tiro da fuori) e visione di gioco. Con la cessione di Freuler, le chiavi del centrocampo gli sono state consegnate e l’olandese sta dimostrando di meritarsele pienamente. Sperando possa continuare su questa scia.
Infine, ultimo ma non ultimo, Gian Piero Gasperini. Protagonista nel bene e nel male. Nel bene, perché questi 10 punti dell’Atalanta sono figli del cambiamento da lui adottato. Una squadra che sta bassa, che aspetta l’avversario, che si affida alla sua qualità e che fa scattare la spia dell’agonismo solo quando serve e non per tutti i minuti della gara. E lo stesso Juric ha spiegato questa modifica con una frase emblematica in conferenza stampa: “l’Atalanta sta imparando a dominare in altra maniera“.
Ma a proposito di conferenza stampa ennesima bordata di Gasperini nei confronti dei colleghi de L’Eco di Bergamo e Bergamo TV (al quale esprimiamo piena solidarietà) rei, secondo il tecnico piemontese, di “destabilizzare l’ambiente”. Sinceramente, o viviamo su Marte noi oppure queste destabilizzazioni non le abbiamo proprio viste. A meno che Gasperini confonda i concetti di “critica” e “destabilizzazione”. Ma a quel punto è un problema solo e soltanto suo.
