Caso Palomino, facciamo chiarezza. Il precedente di Lucioni

Come oramai è noto, José Luis Palomino è stato trovato positivo al Clostebol, uno steroide anabolizzante, nell’ambito di un controllo a sorpresa di Nado Italia, l’agenzia antidoping nazionale. Il difensore dell’Atalanta è stato momentaneamente sospeso.

Una vicenda che ricorda il fresco precedente di Fabio Lucioni. Il difensore del Frosinone venne trovato positivo al Clostebol in un controllo dopo Benevento-Torino (all’epoca, Lucioni era capitano dei sanniti) del 3 settembre 2017. La responsabilità della sua positività se la prese il medico sociale Walter Giorgione, che ammise di aver somministrato al calciatore uno spray cicatrizzante fuori dalla lista dei farmaci consentiti e contenente la sostanza dopante.

Lucioni scontò comunque un anno di squalifica, spalmato in tre diverse parti a causa di sospensive e ricorsi. Il Benevento non fu assolutamente condannato in quanto per le vicende riguardanti il doping la responsabilità è totalmente individuale. Quindi, allo stato attuale, l’Atalanta non rischia nulla. Con buona pace dei tifosotti italiani medi frustrati nella vita subito pronti a gettare fango sulla Dea (5 anni di Maalox sono duri da buttar giù).

Certo, c’è la possibilità che tra qualche giorno nell’Atalanta escano fuori 15 positivi e allora cambierebbe tutto. Ma è un’ipotesi che, al momento, vale l’ipotesi che lo stesso numero di positivi esca dal Milan o dal Napoli (attenzione, solo un esempio, eh). Quindi, rimaniamo assolutamente sul presente.

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