L’insalatona di D’Amico e Congerton

I tifosi dell’Atalanta dalla conferenza stampa di presentazione del direttore sportivo Tony D’Amico e del direttore dell’area sport (usiamo le parole di Luca Percassi) Lee Congerton si aspettavano diverse cose ma soprattutto se ne aspettavano una: quali delle tre strade prospettate qualche giorno fa da Gian Piero Gasperini (inserimento di giocatori pronti e di qualità soprattutto in attacco, ringiovanimento estremo della rosa, conferma della squadra attuale ma a rischio e pericolo) l’Atalanta avrebbe intrapreso?

La risposta? Boh. O meglio c’è stata ma è venuta fuori una grossa insalatona (e se fossimo stati in inverno avremmo scritto un grosso minestrone). Un potpourri di tutte e tre le strade gasperiniane. D’Amico e Congerton hanno evidenziato come secondo loro la rosa attuale è di qualità e come sarebbe irrispettoso parlare di fine ciclo (strada 3). Ma allo stesso tempo vanno cercati calciatori tecnici dalle caratteristiche importanti (strada 1). E hanno anche affermato come l’acquisizione di calciatori giovani possa dare opportunità di crescita importante (strada 2).

Confusione diplomatica o reale? Sarà la sessione estiva di calciomercato a dare la risposta a questo che non è proprio un quesito minore. Però, a onor del vero, la conferenza stampa ha dato anche delle certezze. La prima riguarda Merih Demiral. Dopo le parole di ieri che sottolineano l’investimento fatto per riscattarlo dalla Juventus, viene davvero difficile pensare che ora il centrale turco possa essere ceduto.

La seconda concerne lo staff medico. Luca Percassi ha ammesso gli errori fatti quest’anno e ha candidamente affermato che l’Atalanta ora è alla ricerca di “professionisti di alto profilo“. Meglio tardi che mai.

La terza riguarda l’Europa. Vero, D’Amico ha parlato dei famosi “40 punti”, ma Congerton, più internazionale, ha asserito che si cercherà di riportare la Dea nelle prime sette e quindi a giocare le Coppe Europee. Ed è la prima volta che un dirigente atalantino si pone questo obiettivo.

Ora però il tempo delle parole è terminato. Tocca ai fatti, tocca alla sostanza. D’Amico e Congerton, a voi.

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