Una squadra più forte contro una squadra che commette sempre i soliti errori che oramai sono diventati cronici. Cosa succede? Succede che è la logica a prevalere. Quindi, la compagine migliore si impone su quella che tende a sbagliare sempre. Ed è quello che è accaduto ieri.
Il Lipsia ha battuto 2-0 l’Atalanta al “Gewiss Stadium” e passa in semifinale di Europa League 2021/2022. Poche chiacchiere, i tedeschi sono stati superiori tecnicamente (non hanno sbagliato né uno stop né un passaggio), fisicamente (arrivavano sempre sulle seconde palle e correvano il doppio) e mentalmente, stando sul pezzo per tutta la partita.
L’Atalanta, invece? Sempre la solita con i soliti errori: il voler entrare con il pallone in porta sbattendo contro il muro eretto dagli avversari, lasciare praterie in difesa che ora come ora è un lusso che la squadra non può permettersi, continuare a scivolare (nel senso letterale del termine, ma cosa fanno i magazzinieri?) in campo. In più con un nervosismo che sta montando nel gruppo, vedi alcuni gesti di stizza di Freuler e Hateboer. E con il solito episodio dubbio arbitrale, sebbene lo stesso de Roon abbia onestamente ammesso come si sarebbe molto arrabbiato se gli fosse stato fischiato un rigore contro come quello potenziale sul tocco di mani di Dani Olmo.
Ora ci sono 7 partite per completare questa travagliata stagione. Con una difficilissima qualificazione europea da conquistare. Questo perché Lazio e Fiorentina stanno viaggiando con il vento in poppa, quindi o calano oppure ci vorranno 67 punti per entrare quantomeno in Conference League. Cioè, fare 6 vittorie in questo rush finale. Obiettivamente, un miracolo sportivo per quanto fatto vedere dall’Atalanta finora. Realisticamente, l’obiettivo concreto è la difesa dell’ottavo posto che vale gli ottavi di Coppa Italia, con il Sassuolo a -5 e il Verona a -6.
Proprio la partita del lunedì di Pasquetta contro gli scaligeri ci dirà molto sull’immediato futuro della Dea. Per quanto riguarda il futuro da giugno in poi, il discorso è molto semplice. Una squadra che crolla dal quarto posto dell’andata al settimo/ottavo/nono posto del ritorno è una squadra che si sta “abituando alle sconfitte”. Quindi, ha bisogno di una terapia d’urto. Una terapia che prevede o il cambiamento di 10/15 calciatori o il cambiamento della guida tecnica (con buona pace dei tifosi della Gasperiniana). Di conseguenza, l’Atalanta di queste ultime cinque stagioni rimarrà una pietra miliare del calcio e ringrazieremo sempre Percassi, Sartori e Gasperini per tutto quanto. Ma è il passato. Il presente e il futuro prossimo affermano che tutti sono in discussione. Gasperini compreso.
Atalanta-Lipsia 0-2, l’editoriale – Grazie ma ora tutti in discussione. Gasperini compreso
