Quando – e da questa testata è avvenuto più volte – qualcuno avvisava sull’importanza di prendere un centravanti svincolato stante l’indisponibilità di Zapata perché c’era il rischio di perdere posizioni in campionato, qualcun altro rispondeva quasi in maniera saccente: “non importa, il nostro centravanti è lo “spazio”, agirà Pasalic falso nueve, non ne risentiremo“.
I numeri non mentono mai ed esplicano chiaramente quale sia la tesi preponderante. Quando Zapata si è fatto male (Atalanta-Cagliari 1-2), la Dea era quinta con 43 punti, a -2 dalla Juventus, a +4 su Roma e Lazio e a +6 sulla Fiorentina. Bene, nelle successive cinque giornate è arrivata solo la vittoria contro la Sampdoria per 4-0 ma poi si sono racimolati appena 2 punti, frutto dei pareggi casalinghi contro Juventus e Genoa e delle sconfitte esterne contro Fiorentina e Roma. Un rendimento deficitario che ha portato la squadra di Gasperini a veder scappare la Juventus e il quarto posto e a essere risucchiata nel gruppo che lotta per la qualificazione alle prossime Europa e Conference League. E sia contro i giallorossi capitolini che contro i rossoblu liguri, chiusi a far catenaccio, l’assenza di una prima punta di ruolo è stata determinante.
E rischiava di esserlo anche ieri a Bologna. Non perché i rossoblu emiliani siano stati catenacciari, anzi, hanno costretto Musso a ripetere la grande prestazione di Leverkusen grazie a una splendida parata su Orsolini e contribuendo all’errore a tu per tu di Arnautovic. Ma perché i nostri “attaccanti” riuscivano sì a costruire interessanti trame offensive, ma si perdevano sul più bello, sul momento della conclusione.
Gasperini lo ha capito. Ed ecco perché ha fatto un cambio sulla carta inspiegabile. Fuori Muriel, dentro Moustapha Cissè, centravanti guineano classe 2003 prelevato lo scorso febbraio da una compagine pugliese di Seconda Categoria, i Rinascita Refugees, formata da richiedenti asilo e ospiti degli SPRAR.
Il tecnico di Grugliasco lo ha portato in panchina dopo il Genoa (a questo punto, probabilmente ci si sta mangiando le mani per non averlo inserito contro i Grifoni) e ieri lo ha lanciato in campo. Ripagando la fiducia con un gol da centravanti di razza. Spazio occupato pienamente, grande stop sull’assistenza di Pasalic, girata in un amen e tiro che Skorupski ha visto solo insaccarsi.
Una rete importante, che ha consentito all’Atalanta di ottenere tre punti altrettanto importanti che le permettono di rimanere agganciata alla Roma e di spedire Lazio e Fiorentina a -2 e -4. Quattro anni fa Musa Barrow fu determinante nella conquista di un posto europeo. La storia si ripeterà con Moustapha Cissé? Speriamo. Quel che è certo è che ora sarà difficilissimo (se non impossibile) rispedire il gambiano nella Primavera di Brambilla.
Bologna-Atalanta 0-1, l’editoriale – Il centravanti non serve? Ma per favore
