Atalanta-Genoa 0-0, l’editoriale – Gasperini, che confusione

Domanda importante: qualcuno ha capito che modulo/quali moduli l’Atalanta ha schierato nel secondo tempo della sfida di campionato di ieri col Genoa impattata 0-0? No, perché se ci sta qualcuno che è riuscito ad andare dietro alle sostituzioni e alle decisioni di Gasperini, ce lo facesse sapere urgentemente.

Perché davvero (e lo diciamo con la consapevolezza che Gian Piero Gasperini è e resterà pietra miliare della storia della Dea) ieri si ha avuto la netta sensazione di un mister in palese confusione. Tre i “capi d’accusa” principali della partita di ieri. Ripercorriamoli brevemente.

1 – La coppia di centrocampo iniziale Pessina-Koopmeiners: già l’ex Monza non è una cima nel ruolo di mediano ma negli ultimi tempi è riuscito a rendere anche centrocampista. Solo che, a suo fianco, aveva De Roon o Freuler e non un altro centrocampista “adattato” come Koopmeiners. Risultato della scelta? Reparto completamente assente e alla mercé della mediana del Genoa. Insomma, il bis di quanto fatto alla prima di campionato a Torino con Pessina/Pasalic schierati (sebbene De Roon e Freuler fossero squalificati in quell’occasione).

2 – Boga esterno di centrocampo: i detrattori dell’ex Sassuolo stanno già puntando l’indice sull’ivoriano dicendo: “ma come, non doveva saltare l’uomo?“. Beh, ieri Boga l’uomo lo ha saltato. In alcune occasioni ne ha saltati anche due. Però se lo fai giocare terzino, solo Maradona ne saltava tre…

3 – Il mancato ingresso di Cissé: ok, parliamo di un ragazzo che si è aggregato solo da 1 mese alla Primavera. Però con la Primavera sta facendo benissimo, tant’è vero che Gasperini lo ha convocato. Ebbene, perché non inserirlo 5 minuti? Peggio di Koopmeiners centravanti non avrebbe sicuramente fatto.

Tre capi d’accusa con la ciliegina sulla torta dei tanti moduli tattici cambiati nella partita. Va bene la duttilità, ma cambiare in questo modo rasenta la confusione. E probabilmente i calciatori in questo periodo storico confusi lo sembrano davvero.

Giusto che Gasperini provi più idee ma, arrivati a questo punto, scelga le sue preferite e le porti avanti. Si corre il forte rischio di rimanere con un pugno di mosche in mano. Non c’è più tempo per gli esperimenti.

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