Roma-Atalanta 1-0, l’editoriale – Ai giallorossi l’amichevole preparatoria per le Coppe

Merita l’Atalanta di giocarsi le Coppe Europee anche la prossima stagione? Se stiamo a guardare gli scontri diretti, la risposta, purtroppo, è una e una sola: no. Contro le tre avversarie dirette per una qualificazione in Europa League (inutile girarci attorno, è pressoché impossibile scalzare Inter, Napoli, Milan e Juventus dalle prime quattro) Roma, Lazio e Fiorentina, la Dea in 6 partite ha collezionato 2 pareggi e 4 sconfitte. Numeri impietosi.

Roma e Atalanta avevano un’altra cosa in comune: quella di giocare non solo contro, ma anche di avere un impegno infrasettimanale molto importante: l’andata degli ottavi di Europa League per i nerazzurri a Bergamo contro il Bayer Leverkusen e di Conference League per i giallorossi contro il Vitesse. Un impegno infrasettimanale che forse è decisamente più stimolante di una corsa per il quinto/sesto posto in campionato.

E infatti la partita di ieri non passerà alla storia come una delle più emozionanti di questo torneo. Ritmi non certo alti, molti errori tecnici, gioco continuamente spezzettato. Ed allora come ha fatto la Roma a vincere? Semplice, grazie a una giocata di Zaniolo che ha stoppato alla grande un bel lancio lungo e ha favorito la giocata da attaccante vero di Abraham.

Dopodiché, i giallorossi si sono organizzati nel solito catenaccio mourinhiano e la Dea ha fatto la partita, ma spesso si è ridotta a un possesso di palla sterile (ma non ditelo a Marino) che ha portato a una sola occasione da gol con Freuler nel secondo tempo, sulla quale Rui Patricio è stato molto fortunato. E poi nulla.

In pratica, una sorta di Fiorentina bis, dove a far la differenza è stata l’unica occasione sfruttata da un vero centravanti (Piatek), oltre al gol ingiustamente annullato a Malinovskyi.

Si conferma dunque come la scelta di non andare sul mercato degli svincolati per un centravanti sia stata a dir poco delittuosa. In più, Gasperini conferma di non avere idee chiarissime. Vorremmo chiedergli perché di nuovo Pessina e Pasalic esterni. Vorremmo chiedergli perché insistere sul 4-2-3-1 che è un modulo assolutamente depotenziato quando non hai un centravanti di ruolo. Vorremmo chiedergli perché Koopmeiners è stato sostituito.

Ma il Vate di Grugliasco ha deciso inspiegabilmente di non parlare più. Un altro mistero da aggiungere alla rete fitta di dilemmi “made in Zingonia” in questa stagione. Aspettiamo qualche giorno, dato che alla vigilia della sfida col Leverkusen parlerà per forza, in quanto costretto dalla UEFA. E forse anche perché oramai le partite italiane sono “amichevoli”. Quel che conta sono le gare europee.

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