Atalanta-Venezia 2-0 (Coppa Italia), l’editoriale – Quando la leziosità è sinonimo di “sofferenza”

Pronostico rispettato. L’Atalanta regola il Venezia 2-0 nella gara secca valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia 2021/2022 e accede ai quarti della manifestazione tricolore, aspettando di conoscere quale sarà l’avversario tra Napoli e Fiorentina. Partita facile? Non proprio.

La Dea, priva di diversi elementi tra squalifiche, infortuni e positivi al Covid-19, ha tenuto le redini del match per tutta la sua durata. La squadra di Gasperini è stata abile a trovare subito il vantaggio con Muriel in un gol contestato dal Venezia per un presunto fallo di mano non valutato dal VAR ma non è riuscita a segnare la rete della sicurezza fino a pochi minuti dalla fine, quando la sventurata scivolata del veneto Schnegg ha spalancato le porte al contropiede concretizzato da Maehle, alla sua seconda rete in tre giorni con la maglia dell’Atalanta.

Un gol, quello del 2-0, giunto nel momento più delicato della partita per i nerazzurri. Il Venezia stava infatti spingendo e collezionando calci d’angolo, con l’Atalanta che si stava difendendo con un po’ d’affanno. Minuti di “sofferenza”, dove le virgolette non sono un refuso. Questo perché la compagine di Zanetti non ha costruito vere e proprie occasioni da gol (topica e salvataggio di Musso su Henry a parte), ma ha esercitato nel finale una pressione territoriale che ha creato qualche grattacapo all’Atalanta.

Una “sofferenza” figlia di un difetto che la Dea dimostra di avere da tanto, troppo tempo: la leziosità. Appare che in certe occasioni gli avanti atalantini badino davvero più troppo all’estetica quanto alla concretezza. Si cerca spesso quel passaggio in più, quel tocco in più, quel velo in più che manda al macero potenziali occasioni interessanti. E se alla leziosità si accompagna anche quel pizzico di sfortuna, vedasi legni colpiti da Koopmeiners e Pezzella, ecco che la “sofferenza” (sempre con virgolette) fa capolino. Ma se porta, alla fine, sempre a vincere, beh, la si accetta volentieri.

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