La testa oltre le gambe. Oramai nello sport moderno, la condizione mentale deve sempre accompagnare quella fisica per ottenere una buona riuscita. L’Atalanta non fa eccezione alla regola.
Avevamo detto ieri nella diretta di BergamoNerazzurra.net che l’avversario dell’Atalanta a Marassi non sarebbe stato il Genoa, ma la stessa Atalanta nella sua versione non di gambe ma di testa. Ci si chiedeva, infatti, quali sarebbero state le scorie psicologiche della pesante (nel punteggio) scoppola contro la Roma di sabato.
Ebbene, tali scorie si sono manifestate. L’Atalanta ha giocato in maniera scolastica, cercando passaggi e fraseggi elementari e venendo inesorabilmente trascinata nella trappola preparata dal Genoa, che ha improntato la partita sull’agonismo e sugli scontri aerei, anche approfittando dello scandaloso terreno di gioco di Marassi che non permetteva di giocare palla a terra.
E quando si gioca in maniera troppo semplice, avviene quello che è accaduto ieri sera. La difesa della squadra più tecnica non corre rischi. Sportiello – preferito a Musso – ha terminato la partita con i guanti puliti, Djimsiti, Demiral e Palomino hanno giganteggiato senza troppa fatica. Di contro, l’attacco soffre terribilmente. Zapata prima e Muriel poi, con i vari Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Ilicic e Piccoli non sono riusciti a scardinare il muro eretto dal Grifone.
E se non sblocchi tali partite, lo 0-0 è la logica conseguenza. Un punto che, accoppiato alla sconfitta con la Roma e all’eliminazione in Champions League contro il Villareal mettono in archivio un mese di dicembre che certo non passerà alla storia come uno dei migliori della storia dell’Atalanta di Gasperini.
Mese di magra, dunque. Mese che però sta dando la stura a critiche che spesso e volentieri sembrano ingenerose. Intendiamoci, se qualcuno qui pensa che l’Atalanta possa vincere lo scudetto, cambi in fretta registro. L’Inter (nonostante abbia milioni di debiti, ma questo è un altro discorso) è una spanna sopra le altre e, se non accadono intoppi, farà il bis tricolore.
L’obiettivo della Dea deve essere la sesta qualificazione europea consecutiva. In quest’ottica, 38 punti in 19 partite (media di 2 punti a partita), rappresentano il record dell’Atalanta nel girone d’andata e sono un bottino straordinario. Un bottino che tutti noi auguriamo che la Dea possa rimpinguare.
La sosta, a tal proposito, cade a fagiolo. Questa squadra è stanca, oseremmo dire giustamente stanca. Ora sette giorni per ricaricare le batterie. In vista di 2 mesi, gennaio e febbraio, pieni di scontri diretti. Dove ci vorrà la migliore Atalanta.
Genoa-Atalanta 0-0, l’editoriale – Periodo di magra, ma criticare questa squadra (ora) è folle
