Atalanta-Villareal 2-3, l’editoriale – Gasperini, errori o scelte?

E così dalla Champions League si passa all’Europa League. L’Atalanta perde 3-2 in casa con il Villareal, saluta (si spera solo momentaneamente) la più grande manifestazione europea per approdare nella sorella minore (anche se non di tanto, a guardare le squadre iscritte).

Motivi dell’eliminazione? A ben guardare, la partita contro gli spagnoli ha seguito lo stesso copione delle cinque gare precedenti con un unico comune denominatore: l’eccessiva discontinuità. In ogni incontro del girone, l’Atalanta è salita sull’ottovolante: troppi alti e bassi, momenti di impeto e momenti in cui la Dea è stata dominata. La logica conseguenza di questa situazione instabile era una qualificazione o un’eliminazione per questione di centimetri. Purtroppo, la bilancia ha peso verso la seconda parte.

Centimetri, come quelli che hanno impedito a Toloi di ribattere in rete la respinta del palo su tiro di Muriel (il colombiano è stato uno delle poche note liete) che sarebbe valsa la rete del 3-3 e 10 minuti di totale assalto nerazzurro alla porta difesa da Rulli. Centimetri che hanno impedito allo stesso Toloi di trovare l’1-1 in occasione di un calcio piazzato. Centimetri che hanno impedito a Malinovskyi di segnare su calcio di punizione.

Ovviamente, sarebbe sciocco e riduttivo attribuire alla sfortuna il motivo dell’eliminazione. Una certa scuola di pensiero individua una causa anche nell’ansia di prestazione al “Gewiss Stadium“, che giustificherebbe l’oggettivo diverso rendimento tra partite casalinghe e partite esterne. In effetti, l’incomprensione tra Demiral e De Roon che ha portato al primo gol di Danjuma dopo soli 3 minuti sembrerebbe essere figlia di una certa fretta e frenesia di voler subito cercare il gol della vittoria e del passaggio di turno.

Un autentico regalo fatto a una squadra che fa del palleggio (Parejo e Capoue spaziali a centrocampo) e della qualità tecnica le sue armi e che le ha spianto la strada degli ottavi. Da salvare la reazione di cuore e di tenacia cha ha evitato perlomeno il grosso passivo e che sarà di lezione per le prossime volte.

Poi, capitolo formazione. Chiarissimo come le scelte di Gasperini non abbiano convinto. Tener fuori Malinovskyi (che poi è anche squalificato domenica), Pasalic, Koopmeiners e Zappacosta, ovvero quattro degli elementi più in forma di quest’Atalanta è da galleria degli orrori, neanche degli errori.

A meno che il tecnico di Grugliasco abbia deciso di preservare i quattro per le sfide di campionato, dichiarando implicitamente che sì, la Champions è importante, ma quest’anno nel torneo tricolore si può fare davvero bene. Gasperini, errori o scelte, questo il dilemma shakespeariano. Che molto probabilmente rimarrà insoluto.

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