Solo chi vede il calcio in maniera superficiale potrebbe pensare che la vittoria di ieri dell’Atalanta sul Venezia sia stata facile e scontata. Incastonata tra Juventus, Napoli e Villareal, la sfida ai lagunari nascondeva molte ma molte più insidie di quanto si potesse pensare.
E, non ci nascondiamo, abbiamo tutti storto il naso alla formazione presentata da Gasperini per sfidare la brava squadra di mister Paolo Zanetti. Troppo turnover, abbiamo pensato tutti. Azzardato lasciare in panchina contemporaneamente i due mediani titolari De Roon e Freuler, i due esterni titolari Maehle e Zappacosta e il centravanti titolare Zapata.
Invece, come spesso accade, Gasperini ha avuto ragione. Pezzella e il ritrovato Hans Hateboer non hanno fatto rimpiangere gli assenti, la coppia Koopmeiners-Pessina è apparsa ben assortita (con la ciliegina sulla torta della prima rete con la maglia dell’Atalanta da parte dell’olandese), Ilicic e Muriel sono stati “paggetti” di lusso di un Mario Pasalic in giornata di grazia, autore di una tripletta.
Tre gol, ma fondamentali sono stati i primi due realizzati nel primo quarto d’ora che hanno indirizzato la partita e hanno reso “facile” una gara che di facile non aveva proprio nulla.
Anche perché Musso è stato seriamente impegnato in tre occasioni, un paio delle quali nate dall’oramai famoso lancio a scavalcare il centrocampo con l’attaccante avversario che prende in velocità un nostro difensore. Ecco, questo sta diventando il difetto principale in fase difensiva dell’Atalanta.
Un difetto da correggere velocemente. Gasperini, al quale ieri è stato ufficialmente prolungato il contratto per un altro anno, si metterà subito all’opera. Perché le sfide contro Napoli e Villareal non potranno essere rese facili…così facilmente come quella contro il Venezia.
Atalanta-Venezia 4-0, l’editoriale – Le partite sono facili se le rendi facili
