Young Boys – Atalanta 3-3, l’editoriale – Cosa sarebbe la Dea se sapesse gestire le partite?

Tra le tante affermazioni che contraddistinguono da 6 anni a questa parte l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, ve ne è una che appare una volta sì e l’altra…pure. L’Atalanta, dicono gli addetti ai lavori, deve sempre tenere il pedale dell’acceleratore schiacciato poiché non è in grado di gestire le partite.

Affermazione che è figlia delle (per fortuna, poche) rimonte che la Dea ha subito da quando in panchina siede il Vate di Grugliasco. Affermazione vera o leggenda metropolitana? Beh, la verità, come i latini insegnano, sta nel mezzo.

Non è possibile dire che l’Atalanta si faccia sempre rimontare altrimenti non avrebbe conquistato cinque qualificazioni europee consecutive con sempre guadagnato il passaggio (ad esclusione del maledetto preliminare di Copenaghen dell’agosto 2017) almeno del primo turno. Ma è vero che, quando il livello di difficoltà comincia ad alzarsi, una certa incapacità di gestione delle gare fa puntualmente capolino.

La fase a gironi di Champions League edizione 2021/2022 ne è la prova perfetta. Solo in casa con lo Young Boys, la Dea è riuscita a mantenere il vantaggio. Nelle altre quattro gare, si è fatta una volta raggiungere (a Bergamo contro il Manchester United), si è fatta superare senza riuscire poi a rimediare una volta (all’Old Trafford), è passata in svantaggio dopo aver condotto la gara ma è riuscita a metterci una pezza strappando il pari nelle rimanente due occasioni, a Vila-Real e ieri a Berna contro lo Young Boys.

La gara con gli svizzeri lascia molti rimpianti. In primis, per non essere riusciti a concretizzare le occasioni create (in primis Pasalic nel primo tempo e Zapata nel secondo, per poi tacere della grande parata di Faivre su Pezzella). In secundis, per aver lasciato agli elvetici il pallino agonistico della partita.

Vero, l’arbitro tedesco Siebert è stato alquanto permissivo (scandalosa la non espulsione di Ngameleu sul fallo che ha azzoppato Zappacosta), ma l’Atalanta non è riuscita a controllare il pallone sfruttando la superiorità tecnica che appariva (e lo è davvero) evidente. Facendosi poi prendere letteralmente dalla paura in quei minuti che hanno portato al pareggio di Sierro e al vantaggio di Hefti prima e anche nel recupero.

Fortunatamente, Muriel (a proposito, secondo gol consecutivo, Lucho sta tornando) ha salvato capra e cavoli con una punizione da antologia. L’Atalanta ora affronterà il Villareal nella sfida decisiva. Come due anni fa, come l’anno scorso, sarà l’ultima giornata a decidere chi passerà il turno nel girone.

La Dea avrà a disposizione solo la vittoria. E non è proprio una cattiva notizia. Siccome l’Atalanta non è a proprio agio nella gestione del risultato, meglio non pensare proprio al mantenimento del pareggio.

Fonte foto: atalanta.it

Lascia un commento