“Ha corso il Giro di troppo, ha corso il Tour di troppo“. Questa frase, nel mondo del ciclismo, viene spesso dedicata a grandi campioni che, avanti con gli anni, non riescono a dire basta se non dopo una grande corsa a tappe disputata tra le retrovie in maniera anonima e conclusa a fatica.
Una frase che, comparata all’attuale situazione dell’Atalanta, fa sorgere un dubbio. E se questa fosse la stagione “di troppo” per Gasperini a Bergamo? Un dubbio che è ragionevole considerati i comportamenti delle squadre di calcio di alto livello italiane e straniere, almeno dal 2010 in poi. Ebbene, un allenatore rimane sulla stessa panchina per massimo 4-5 anni. In Italia, Gasperini stava condividendo la continuità di guida tecnica con Simone Inzaghi, che però in estate ha lasciato la Lazio per accasarsi all’Inter.
In Europa, l’unico che sta viaggiando a braccetto con il Gasp è Josep Guardiola, allenatore del Manchester City dal 2016 (anno di approdo del tecnico di Grugliasco a Bergamo). E sussistono similitudini tra le due compagini. L’Atalanta sta andando bene in Champions League (prima nel girone), ma sta incespicando in campionato (11 punti, a -10 dal Napoli capolista, a -4 dalla Roma quarta e con prestazioni certo non scintillanti nel complesso). Il City sta andando bene in Premier League (terzo a braccetto con i cugini dello United con 14 punti, a -2 dal Chelsea capoclassifica) mentre in Champions ha perso l’andata dello scontro più ricco del mondo con il Paris Saint Germain per 2-0.
Cosa significano questi dati dopo 7 giornate di campionato e 2 partite di Champions? Tutto o niente contemporaneamente. Però, bisogna rimarcare un dato di fatto. L’Atalanta (e il City) stanno sfidando una consuetudine oramai acclarata, tenendo lo stesso allenatore in panchina per più di 5 stagioni. Stanno scommettendo, niente di più, niente di meno. E quando si scommette, si accettano da “buoni giocatori” le conseguenze della scommessa.
Come, ad esempio, i diversi infortuni muscolari che stanno attanagliando l’Atalanta. Sequela iniziata con Zapata, proseguita con Muriel e ora arrivata a Gosens e Pessina, con quest’ultimo che starà fuori per tutto il resto del 2021. Dopo 6 anni di allenamenti intensi, potrebbe anche essere (è un’ipotesi, precisiamo) che i muscoli dei calciatori atalantini non reggano pienamente l’urto dei tanti movimenti fisici quotidiani.
Insomma, una scommessa è una scommessa. Quindi, accettiamo di buon grado tutto quello che scaturirà fuori dal sesto anno gasperiniano. Se sarà ancora Europa, a prescindere dalla competizione, si stapperanno 10 casse di spumante. Altrimenti, il ciclo del Gasp sarà definitivamente finito e sì, il sesto anno sarà stato “quello di troppo”. Ma, a proposito di “troppo”, è ancora troppo presto per dirlo.
L’Atalanta, Gasperini e la scommessa del sesto anno
