Le parole di Percassi? Dettate dalla “matematica”

L’intervista che il Presidente dell’Atalanta Antonio Percassi ha rilasciato ieri a “L’Eco di Bergamo” ha, come al solito, creato divisioni tra “presidenzialisti” e chi vorrebbe più coraggio in termini di investimenti da parte del numero uno del sodalizio bergamasco.

Tre i passaggi principali. In primis, assolutamente vietato parlare di scudetto, obiettivo che l’Atalanta avrebbe “virtualmente” già raggiunto con le tre qualificazioni consecutive in Champions League che valgono quanto il triangolino tricolore sul petto.

Inoltre, alcuni calciatori, per costo del cartellino e ingaggi, rimarranno fuori portata per l’Atalanta (Percassi ha indicato in Abraham un esempio concreto). Infine, se arriveranno offerte importanti, l’Atalanta ha l’obbligo di cedere, come Romero per 60 milioni al Tottenham, per intenderci.

A prescindere da come la si pensi o meno, va ricordato un dato di fatto inconfutabile: l’Atalanta non può permettersi il passo più lungo della gamba. L’Atalanta non è né la Lazio, né la Roma, né il Milan, né il Napoli, né l’Inter, né la Juventus. Ossia, è una società che sa benissimo che non può permettersi di costruirsi passivi di bilancio pesanti perché, a differenza delle sei sopracitate, non ha “santi in paradiso”. Se un domani dovesse ritrovarsi con libri contabili “cattivi”, verrebbe fatta sparire dai radar del calcio italiano in men che non si dica.

La Dea non godrebbe né dello spalmadebiti per motivi di ordine pubblico (Lazio, 2005) né del Lodo Petrucci per ripartire da una serie immediatamente inferiore (Napoli, 2005). Percassi questo lo sa perfettamente ed ecco perché (e chi pensa il contrario, se ne faccia una ragione) non assisteremo mai a “pazzie” in sede di mercato e invece vedremo sempre cessioni in caso di “proposte indecenti”.

Però, allo stesso tempo, non possiamo fare a meno di non essere totalmente d’accordo sulle parole di Percassi in merito al rafforzamento della squadra. Vero, finalmente è arrivato il centrocampista che può essere alternativo a De Roon e Freuler: Koopmeiners. E sono arrivati elementi importanti come Musso, Demiral, Zappacosta. Ma, sinceramente, l’attacco ci lascia perplessi. O Ilicic e Miranchuk escano dal loro letargo tecnico oppure le cose si faranno difficili. A meno di un altro miracolo targato Gasperini.

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