Torino-Atalanta 1-2, l’editoriale – Società e tecnico, avete capito (finalmente) che serve un centrocampista?

L’Atalanta è nella storia del calcio. Battendo il Torino sabato sera per 2-1 all'”Olimpico-Grande Torino” nella sfida valevole per la 1/a giornata di Serie A 2021/2022, è diventata la prima squadra al mondo ad aver vinto una partita con due reparti attivi su tre.

Già, perché la Dea ieri ha giocato con solo la difesa e l’attacco funzionanti, ma con un centrocampo totalmente assente. La retroguardia, guidata da un Palomino leader con un Demiral buono ma ancora da perfezionare e con un Djimsiti solita sicurezza, ha retto l’urto di un Torino decisamente più forte fisicamente ma che, per fortuna dell’Atalanta, una volta arrivato sulla trequarti non sapeva cosa fare se non tirare in bocca a Musso (buono l’esordio dell’ex Udinese). Anche il gol del momentaneo pareggio di Belotti (sul quale Musso è incolpevole) è stata una botta di fortuna clamorosa, con quel polpaccio di Maehle a far da involontario assist a una palombella che si è insaccata nella porta atalantina.

L’attacco, orfano di Zapata, ha trovato tre interpreti magistrali, uno atteso e due insperati. Il primo è Luis Muriel, che si è letteralmente inventato alla sua maniera il gol del vantaggio. Controllo e tiro all’incrocio, marchio di fabbrica del colombiano che è uno dei pochi calciatori oltre la media in rosa. Poi, la condizione fisica e un lieve infortunio hanno mostrato il conto e hanno fatto sì che lo spazio venisse lasciato a Lammers e Piccoli.

Sam Lammers, la “Sora Camilla” del mercato, ricercato da tutti ma ancora a Zingonia. E meno male. Ieri, l’olandese, ha dato verve al reparto offensivo dell’Atalanta in un momento delicatissimo della partita, procurandosi un’ammonizione a favore (quella di Bremer). Certo, gli è mancato l’istinto del bomber in una paio di occasioni favorevoli, ma non è parso davvero un calciatore con la valigia.

Roberto Piccoli, il cucciolo che sta diventando uomo. Freddissimo e lucido, al terzo minuto di recupero, nel battere Milinkovic-Savic su assist di Pasalic, regalando 3 punti immeritati per quanto visto in campo ma che possono diventare assolutamente fondamentali. Entrambi meriterebbero la possibilità di rimanere in questo gruppo.

Però, come scritto sopra, un reparto è stato totalmente assente: il centrocampo. Correva il 23 maggio 2021 quando, dopo la sconfitta nell’ultima di campionato con il Milan, si sapeva che Freuler e De Roon sarebbero stati entrambi squalificati per la prima (in verità, l’olandese deve scontarne altre tre di giornate per aver spintonato l’arbitro) e tutti avevamo pensato: “ok, questa volta prenderanno immediatamente il centrocampista di ruolo“.

Invece, clamorosamente e colpevolmente, la società non è riuscita a intervenire in tempo, costringendo Pessina e Pasalic a giocare in balia della fisica mediana granata, letteralmente messi in mezzo. Ed era ampiamente prevedibile che sarebbe finita così.

Parte di responsabilità la tiene anche Gasperini. Il mister dice di fidarsi dei giovani in rosa? Bene, perché allora ieri l’unico mediano a disposizione, Jacopo Da Riva, non ha giocato? Peggio di Pasalic (che nel finale, spostato più avanti, ha fatto la differenza in positivo), non avrebbe potuto fare.

Fortunatamente, la classifica dice 3 punti ma il gol di Piccoli non deve nascondere la polvere sotto al tappeto. Un centrocampista di ruolo occorre prima di subito. Che sia Nandez, Thorsby, Ambarabat o chiunque altro poco importa. Basta che sia pronto e già disponibile per essere schierato contro il Bologna. Ieri non ci si è scottati, ma se si continua a scherzare col fuoco, prima o poi…

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