Il Papu Gomez è tornato a parlare dell’episodio con l’allenatore dell’Atalanta Gasperini dello scorso dicembre che ha portato alla sua cessione al Siviglia lo scorso gennaio, attraverso le colonne de L’Eco di Bergamo. Questo un resoconto sulle sue dichiarazioni.
SULL’AGGRESSIONE – Gomez continua a sostenere che sia stato Gasperini ad aggredirlo nell’intervallo della partita di Champions League con il Midtylland e che vi sono una cinquantina di testimoni presenti all’accaduto. Sostiene altresì che effettivamente ha sbagliato nell’aver disobbedito a non seguire la disposizione tattica che Gasperini aveva dato.
SULLA CESSIONE – Gomez ha detto di essere stato bloccato 15 giorni e che l’ha chiesta perché non poteva continuare a lavorare con Gasperini. Il blocco è stato dovuto al fatto che l’Atalanta non voleva cederlo in Italia. Quindi, appena è spuntato il Siviglia, si è proceduto alla cessione.
SUI PERCASSI – Il Papu sostiene che il rapporto con Antonio e Luca Percassi è ancora oggi ottimo. L’argentino ha asserito che il giorno della sua partenza a Siviglia lui e i Percassi hanno pianto (letteralmente parlando) lacrime amare. Gomez asserisce che vi è stata solo una discussione, non una mancanza di rispetto. Discussione dovuta al fatto che provava paura nell’entrare nello spogliatoio e avere il mister faccia a faccia ogni giorno. Il rapporto prosegue ancora oggi. Il Papu ha detto che, appena pochi giorni fa,
SUI COMPAGNI – Gomez afferma che non si aspettava di più dai compagni. Ha ricevuto i messaggi di solidarietà, ma capisce anche che loro non si potevano esporre più di tanto, dopo che il capitano ha subito tale trattamento.
Nota di BergamoNerazzurra.net: Gasperini non viene certo dipinto in maniera ottimale da Gomez. Ci si attende, a questo punto, una querela da parte del tecnico di Grugliasco.
Gomez a L’Eco: “Gasperini? Ho una cinquantina di testimoni che sanno la verità. Rapporto con i Percassi ottimo. I miei compagni…”
