Atalanta-Benevento 2-0, l’editoriale – Un ultimo sforzo gestendo le forze

Meno una. Queste le due parole che sono balenate nella mente dei tifosi atalantini dopo il successo degli uomini di Gasperini sul Benevento per 2-0. Vi è una infatti una partita in meno alla fine del campionato e una vittoria in meno al potenziale conseguimento della qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Se infatti sabato pomeriggio l’Atalanta dovesse battere il Genoa (salvo matematicamente dopo il successo a Bologna), ci sarebbe la terza iperstorica qualificazione alla principale manifestazione calcistica europea.

Sulla partita di ieri, non vi sono molte parole da spendere. L’Atalanta ha raggiunto il suo obiettivo, vale a dire ottenere i 3 punti in classifica senza consumare energie eccessive, considerando il fatto che in queste ultime due settimane la formazione di Gasperini dovrà giocare una volta ogni tre giorni e tutte gare decisive.

Il tecnico piemontese ha impostato la gara con una formazione iniziale che doveva subito far capire ai sanniti quali fossero le reali intenzioni: 4-2-3-1 iperoffensivo con Gosens e Hateboer terzini e Muriel nei tre dietro Zapata assieme a Pessina e Malinovskyi. E la Dea ha trovato proprio nel colombiano, miglior giocatore della Serie A del mese di aprile, il grimaldello per scardinare il forzino degli Stregoni. Rete numero 22 per Muriel e Atalanta in vantaggio.

Chi si aspettava da lì in avanti una goleada, è rimasto deluso. Delusione incomprensibile, però. In primis, perché il Benevento, nonostante tutto possa far sembrare il contrario, è una squadra ancora in salute (la compagine di Inzaghi ora ha il Crotone e poi va a Torino contro il Toro in quello che potrebbe diventare un clamoroso quanto drammatico spareggio salvezza) e ieri non ha giustamente regalato nulla, anzi. In secundis, perché quasi tutta la partita si è giocata sotto un diluvio incessante che ha reso il terreno di gioco più pesante ed esposto quindi, di conseguenza, le gambe dei calciatori a infortuni che eventualmente non ci sono stati.

L’Atalanta però ha una risorsa: si chiama panchina lunga. Non è un caso, infatti, che il 2-0 sia arrivato dalle iniziali riserve e porti la firma di Mario Pasalic, uno che nel finale di stagione risponde sempre presente.

Certo, il torto di non aver chiuso la partita e di non aver sfruttato le occasioni che si sono presentate comunque resta. D’accordo, il Benevento non si è reso quasi mai pericoloso ma ancora una volta le coronarie dei tifosi atalantini hanno dovuto subire uno stress non indifferente.

Gasperini a fine partita ha predicato umiltà, ma è chiaro che oramai manca solo un ultimo sforzo, contro il “suo” Genoa. Bisognerà trovare l’equilibrio giusto tra la necessità di vincere e il risparmio di energie verso la finale di Coppa Italia con la Juventus. In pratica, ripetere quanto accaduto ieri sera. Non sarà di certo un esercizio impossibile per questa Atalanta.

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