Uno scolaro diligente. Questa è stata l’Atalanta che ieri ha travolto il Bologna 5-0 nel posticipo della 33/a giornata di Serie A 2020/2021, raggiungendo in maniera matematica la quinta qualificazione europea consecutiva. Un traguardo che appare addirittura quasi scontato e invece è di un’importanza assoluta, anche quest’anno.
Ma, tornando al paragone Dea – studente modello, la compagine di Gasperini ieri ha dimostrato di aver imparato a menadito le due lezioni che aveva da ripetere. In primis, quella del “primo quadrimestre” subita all’andata al Dall’Ara, quando la Dea, dopo aver dominato la partita ed essere in vantaggio per 2-0, si fece incredibilmente raggiungere dai felsinei.
Alzi la mano chi, all’intervallo avanti per 2-0, non abbia pensato a quella partita dicembrina. Sicuramente ci ha pensato anche Gasperini.
E qui arriviamo alla seconda lezione appresa, quella sicuramente più recente. A proposito di punti buttati, giovedì l’Atalanta ne aveva buttati 2 alle ortiche, sprecando occasioni clamorose e venendo raggiunto dal gol del pareggio giallorosso di Cristante.
Allora, per non sapere né leggere né scrivere, il Gasp ha ordinato ai ragazzi di chiudere obbligatoriamente la partita. E l’Atalanta, nei primi minuti della ripresa, l’ha chiusa con i gol di Freuler, Zapata e Miranchuk che hanno fatto compagnia alle reti di Malinovskyi e Muriel su rigore nel primo tempo.
Quindi, compiti a casa perfettamente svolti e 3 punti pesanti che portano l’Atalanta momentaneamente al secondo posto, in attesa di Torino-Napoli e Lazio-Milan che i nerazzurri vedranno da spettatori interessatissimi.
Menzione particolare per il Colonnello Ruslan Malinovskyi. Di gran lunga, è il calciatore dell’Atalanta che sta facendo di più la differenza in questo periodo. Una svolta dovuta inizialmente a un motivo tattico (nel 4-2-3-1 l’ucraino ha potuto giocare finalmente nel suo ruolo naturale), poi a un motivo fisico, una volta risolti i problemi dovuti al Covid e all’ernia. Diciamolo piano, diciamolo sottovoce, ma ieri si è rivisto quel tuttocampista che faceva Papu Gomez fino a gennaio. L’ucraino era praticamente ovunque in campo e ora come ora non si può prescindere dalla sua presenza nell’undici titolare. A cominciare dalla delicata sfida di Reggio Emilia col Sassuolo.
Atalanta-Bologna 5-0, l’editoriale – Una Dea che ha imparato due lezioni
