La saggezza popolare italiana deve la sua fama a detti brevi che sono contemporaneamente sia molto incisivi quanto decisamente esplicativi. In una parola, i proverbi. Dal Brennero a Lampedusa, queste centinaia di diciture hanno attraversato le generazioni italiche, rimanendo quanto mai attuali. Ebbene, uno di questi proverbi cade a fagiolo per descrivere la vittoria dell’Atalanta al “Franchi” contro la Fiorentina per 3-2 di domenica scorsa. Ovvero, “a scherzare con il fuoco prima o poi ci si scotta”.
Perché il successo con i viola della formazione di Gasperini è stato una copia fotostatica della vittoria casalinga contro l’Udinese ottenuta nel giorno di Sabato Santo. Vale a dire, una partita dominata, dove l’Atalanta ha prodotto gioco, ha segnato ma ha sciupato una quantità considerevole di palle gol, mentre gli avversari hanno capitalizzato quasi al 100% le occasioni prodotte, rimanendo sempre in scia alla Dea.
Fortunatamente, proprio come accaduto come i friulani, l’Atalanta è riuscita lo stesso a portarsi a casa 3 punti fondamentali per rimanere nella piena bagarre per la corsa alla prossima edizione della Champions League. E lo ha fatto con il modulo con la difesa a 4 che oramai non fa quasi più notizia, con un Malinovskyi in formato top player (e anche questa è una piacevole conferma) e con uno Zapata in giornata quasi di grazia.
E scriviamo “quasi” perché è vero che ne ha segnati due di gol, ma ne ha sciupati almeno altrettanti, complice quel Dragowski che contro l’Atalanta diventa Superman. Il portiere polacco e un Vlahovic che conferma di vivere uno straordinario periodo di forma sono stati gli unici a tenere a galla i viola, che, nonostante le chiacchiere in libertà di Iachini e Pradé i quali evidentemente avevano inviato al “Franchi” i loro avatar considerate le loro incomprensibili dichiarazioni rilasciate, sono stati inferiori ai bergamaschi per tutti i 90 minuti più recupero.
In conclusione, a proposito di proverbi e di detti popolari, tutto è bene quel che finisce bene. Ma non sarebbe saggio nascondere la considerazione che la mancata concretezza sotto porta sta cominciando a diventare un problema. E in un campionato dove i verdetti europei saranno molto probabilmente decisi per una o due lunghezze, gettare alle ortiche punti conquistati (esercizio purtroppo già fatto, vedasi Bologna e Torino) significherebbe un vero e proprio delitto sportivo. Da non perpetrare, assolutamente.
