L’avevamo detto fin dal sorteggio di dicembre: Real Madrid agli ottavi? Parliamo della squadra che rappresenta la Champions League nella sua quintessenza, quindi l’Atalanta o sfodera una delle imprese più rilevanti della storia del calcio, oppure è costretta a salutare la manifestazione della Coppa delle Grandi Orecchie edizione 2021/2022 pur con la grandissima consapevolezza di aver raggiunto l’obiettivo della qualificazione alla fase ad eliminazione diretta, vincendo ad Amsterdam contro l’Ajax e togliendosi lo sfizio di aver espugnato “Anfield Road”, il tempio del Liverpool (non ci dimentichiamo mai di questo).
Purtroppo, le cose sono andate come normalità voleva. La squadra più forte tecnicamente e più avvezza a capitalizzare a suo favore gli episodi, ossia il Real Madrid, è passata, con l’Atalanta che ha avuto almeno l’onore delle armi a suo favore.
L’emblema di tutto questo? Facile, quanto accaduto al 34′ del primo tempo di ieri. Sportiello, vero, sbaglia il rinvio ma 9 calciatori su 10 sarebbero stati capaci al massimo solo a intercettare la sfera e non a controllarla. Invece, Luka Modric, Pallone d’Oro 2018, ha addomesticato il rinvio sbilenco dell’estremo atalantino, compiendo un gesto tecnico di una difficoltà estrema perché il pallone era veloce e anche leggermente influenzato nella traiettoria dal vento, dando il là al vantaggio madridista di Benzema.
Un episodio che ha rotto il piano che Gasperini aveva in mente. Il tecnico di Grugliasco aveva pensato di far mantenere l’iniziativa al Real non scoprendosi molto, per poi affondare il colpo nell’ultima mezz’ora di gioco. Un piano che, se non fosse stato per quel rinvio, sarebbe anche potuto riuscire dato che, episodio di Sportiello a parte, il primo tempo è stato abbastanza equilibrato.
Ma il regalo dell’Atalanta ha praticamente indirizzato la qualificazione sponda Madrid, con i Blancos che nel secondo tempo, negli spazi giocoforza lasciati dai nerazzurri, sono andati a nozze, legittimando il risultato. E, a proposito di episodi, significativo anche quello che ha portato al 3-1 di Asencio.
L’Atalanta aveva appena accorciato con Muriel, Gasperini aveva approntato qualche cambio per un forcing finale. Solo che, per capire il nuovo spartito tattico, la Dea avrebbe avuto bisogno di 30 secondi di assestamento e il Real ha colpito proprio in quei 30 secondi. Facendola da squadra cinica, forte e spietata.
Alla fine, l’Atalanta esce fuori dalla Champions League con l’orgoglio di essere per due anni di fila tra le migliori 16 d’Europa e con due dilemmi da risolvere in chiave campionato e finale di Coppa Italia. Il primo riguarda le condizioni fisiche di Robin Gosens, uscito infortunato ieri e il secondo il dilemma portiere. Gasperini lo risolva subito, da Verona faccia capire chi è il titolare e chi la riserva. I ballottaggi vanno bene per qualsiasi ruolo. In porta, no.
