Il complimento più bello, ieri, l’ha fatto il tecnico della Sampdoria Claudio Ranieri. “Se smetti di pressare l’Atalanta, ti asfalta“, ha dichiarato laconico l’allenatore blucerchiato subito dopo il successo della Dea sulla sua compagine per 2-0.
Parole importanti e assolutamente veritiere, dato che a pronunciarle è l’allenatore più esperto (e sicuramente tra i più competenti) dell’intero panorama della Serie A. Parole che sintetizzano perfettamente quanto accaduto ieri a Marassi.
La Sampdoria nei primi 20 minuti ha letteralmente schiacciato la squadra di Gasperini. Ranieri l’aveva preparata benissimo, facendo pigiare volontariamente il pedale dell’acceleratore alla sua formazione, perché sapeva che l’Atalanta non aveva ancora del tutto smaltito le scorie dell’impegno in Champions League con il Real Madrid. E se i blucerchiati fossero passati avanti in quel periodo di forcing, per la Dea sarebbe stata durissima.
Invece, un po’ di fortuna (salvataggio sulla linea di Palomino su Jankto) e due importanti parate di Sportiello (uno dei migliori in campo) hanno tenuto a galla l’Atalanta. Che, quando la pressione della Sampdoria è calata, ha cominciato a sciorinare la sua qualità tecnica. Ed è proprio grazie alla qualità – anche in questo caso, parole di Claudio Ranieri – che è arrivata la rete del vantaggio. Giocata di Muriel e, finalmente, la sassata del colonnello Malinovskyi che tanto ci era mancata.
Ripresa e la Samp nei primi minuti della seconda frazione ci ha riprovato e per poco prima La Gumina e poi Damsgaard su punizione non hanno trovato la rete del pareggio. La componente “fortuna” aveva nuovamente fatto capolino sull’Atalanta. Così, come la componente “qualità” era ritornata in auge quando la Sampdoria aveva tirato, dal punto di vista fisico, i remi in barca.
Una componente che ha visto protagonista un marchio di fabbrica dell’Atalanta, il cosiddetto “quinto-quinto”, il passaggio da un esterno all’altro. Prima, Gosens per Maehle con primo gol italiano del danese giustamente annullato per fuorigioco di Robin. Poi, l’inversione dei ruoli e, fortunatamente per l’Atalanta, anche l’inversione di decisione arbitrale, con l’ottava rete nel torneo di Robin Gosens.
Atalanta sul 2-0 e partita finita, anche perché la Sampdoria non aveva più benzina per costruire altri pericoli. Tre punti fondamentali nel carniere per mantenere Sassuolo (che però non ha giocato per i casi Covid del Torino) e Verona a distanza di sicurezza e per agganciare la Juventus in classifica, sopravanzando Roma e Lazio.
La lotta europea, dunque, entra nel vivo. L’Atalanta c’è. Sperando di poter contare su altri connubi tra “fortuna” e “qualità”.
Sampdoria-Atalanta 0-2, l’editoriale – Il connubio tra fortuna e qualità
