C’era una volta il basso profilo, atteggiamento tenuto dall’Atalanta anche quando subiva evidenti torti arbitrali. Almeno così si può pensare leggendo l’intervista che il Presidente della Dea Antonio Percassi ha rilasciato a La Gazzetta dello Sport, nella quale ha tuonato verso l’arbitro tedesco Stieler, che ha pesantemente condizionato l’andata dell’ottavo di Champions League contro il Real Madrid con l’ingiusta espulsione nei confronti di Freuler al 17′. Ecco un sunto delle sue dichiarazioni.
Sull’espulsione di Freuler: “È stato uno shock, mi sono venuti i brividi: troppo assurdo, una partita rovinata così. Ho pensato: “Non è vero, avrà sbagliato a tirare fuori il cartellino”. Che la Var potesse o no, credo che tutti abbiamo pensato che lo richiamasse: almeno l’incertezza di andare a rivedere l’azione. Invece niente, come se quel rosso fosse scontato. Dopo appena un quarto d’ora di una partita così importante, con gli occhi di tutti il mondo addosso. Io potevo solo guardarmi intorno: tutti sconcertati, facce quasi imbarazzate. Ecco, è stato imbarazzante: un torto gravissimo“.
Sugli altri torti arbitrali: “Fallo di Nacho su Maehle e di Modric su Pessina: da giallo entrambi, e niente. Mani di Lucas Vazquez: da giallo, e niente. E Casemiro? L’arbitro stava tirando fuori il giallo, si è ricordato che era già ammonito e ha rimesso la mano in tasca, dicendogli non so cosa. Uno dei nostri sarebbe stato sicuramente espulso. Giustamente, aggiungo”.
Sulla sudditanza verso il Real Madrid: “Le posso dire l’impressione evidente che mi è rimasta addosso di tutta la situazione: soggezione. E il risultato conseguente: è stata strafavorita la squadra più importante, sulla carta e per la storia. Che poi, pure la parola impressione sarebbe sbagliata. Il termine impressione può andar bene se c’è un solo episodio dubbio: io, da quanti ce sono stati, me li sono dovuti appuntare per non rischiare di dimenticarne qualcuno. In conclusione, sì, penso ci sia stata sudditanza. Impossibile assistere a certi errori, altrimenti. Impossibile schierarsi in questo modo: tutto contro l’Atalanta, sempre. O sei inadeguato, impreparato per una partita di Champions, oppure hai soggezione“.
Sull’aver contattato o meno Gravina: “Non c’è bisogno: Gravina ha visto tutto dal vivo. Dunque sa che è successa una cosa grave, inaccettabile. Anche per il calcio italiano“.
Sul ritorno: “Mi resta la straordinaria capacità dell’Atalanta di giocare una partita non “sua”. Prima dell’espulsione, penso a quell’occasione di testa di Gosens, si vedeva che poteva venir fuori una sfida interessante. Dopo, è stata un’altra partita, e questo è uno dei miei rimpianti: in undici contro undici sarebbe stato più chiaro il livello a cui potevamo giocarla. Poi magari la perdi e ci sta, ci mancherebbe. Ma sarebbe stata una sfida bella da vedere. Peccato non sia finita a 5’ dalla fine. Una partita a Madrid è sempre complicata. Ora non ci resta che provare a vincere, ma di questo è giusto che parli Gasperini“.
Percassi: “Partita rovinata da Stieler. Evidente la sudditanza verso il Real”
