L’impensabile è accaduto, l’impossibile si è avverato. Una frase passata alla storia in quanto pronunciata dall’imperatore giapponese Hirohito all’indomani della resa nipponica alle Forze Alleate nella Seconda Guerra Mondiale, resa “agevolata” dalle bombe atomiche che distrussero prima Hiroshima e poi Nagasaki.
Con tutte le debitissime proporzioni del caso, un evento del genere è avvenuto negli ultimi 30 minuti di Atalanta-Lazio, quarto di finale in gara secca di Coppa Italia 2020/2021. Dea in 10 per l’espulsione (giusta, purtroppo) di Palomino ma in vantaggio per 3-2. Allora, Gasperini, per una volta, rinuncia al credo tattico offensivo. E fa bene.
Il tecnico di Grugliasco capisce che la Lazio non ha la qualità tecnica giusta per poter far girare il pallone a terra (la mancanza di Luis Alberto si è fatta sentire in tal senso) e che può affidarsi solo ai cross dalla trequarti per Muriqi e Immobile. Due attaccanti temibilissimi, ma che mal si trovano se gli spazi vengono loro chiusi. Allora, ecco che dalla rimessa dell’Atalanta esce per la prima volta un mezzo di trasporto che pareva essere dimenticato: il pullman.
Fuori Malinovskyi, Miranchuk e Muriel, dentro Zapata a tenere su il pallone appoggiato da Pessina e densità di uomini sulla trequarti con De Roon, Toloi e Caldara. Risultato? La Lazio predomina dal punto di vista territoriale, ma costruisce solo un’occasione nel finale con Acerbi sulla quale Gollini è stato superlativo. Quindi, soffrendo ma il pullman dell’Atalanta consente ai nerazzurri di passare il turno e di aspettare l’avversaria tra Napoli e Spezia.
Gasperini nel secondo tempo l’ha incartata – come si suol dire – a Inzaghi. Ma, onestamente, nel primo tempo è avvenuto l’esatto contrario. Il tecnico piacentino aveva trasformato Acerbi alla Toloi, facendolo salire spesso e volentieri in avanti, costringendo Maehle a ripiegare più che a offendere. Nonostante questo, il difensore prima ha offerto la palla dell’1-1 a Muriqi e poi si è inventato un gol straordinario, con i difensori atalantini a fare delle belle statuine.
Ma alla fine, volendo rimanere ai mezzi di trasporto, il pullman atalantino ha avuto la meglio sull’aereo della Lazio, riferendoci al Savoia-Marchet...ehm, al nuovo mezzo di trasporto della società di Lotito bardato con i colori biancocelesti e utilizzato per trasportare… la Salernitana (prima la FIGC impedirà questa barbarie della multiproprietà, meglio sarà per tutti).
Come nella gara col Cagliari, poi, i due est europei Malinovskyi e Miranchuk erano attenzionati con la lente d’ingrandimento. E sono usciti con certezze e dubbi. Le certezze non possono che essere i gol segnati da entrambi, a confermare la grande confidenza che hanno con la rete. Come certezza è la grande quantità dimostrata dall’ucraino, nonostante l’ernia che lo affligge oramai da mesi. I dubbi, invece, riguardano la qualità.
Né uno né l’altro, infatti, hanno dato idea di poter dare quel tocco qualitativo in più in zona offensiva. Ma, mentre da Malinovskyi te lo puoi anche aspettare, da Miranchuk rimani ancora un po’ sorpreso del fatto che non sia ancora al 100% quel talento che si è ammirato alla Lokomotiv Mosca.
Però, segna, eccome se segna. 4 reti in 314 minuti giocati, 1 ogni 78,5 minuti. Numeri che fanno balenare un’idea che potrebbe sembrare folle. Vale a dire, sarebbe davvero una pazza idea far vestire i panni di “vice-Ilicic” a un Luis Muriel che ha già dimostrato di saper svariare su tutto il fronte offensivo e anche di saltare l’uomo e quelli di “vice-Zapata” a un Miranchuk “falso centravanti”?
Idee tattiche a parte, non è follia però la richiesta alla società di un centrocampista di ruolo che possa sostituire all’occorrenza De Roon. Diciamocela tutta, senza l’olandese in campo la Dea avrebbe potuto sostenere l’assedio laziale? Abbiamo molti dubbi al riguardo. Ecco perché un mediano serve, assolutamente. E, lo precisiamo, non è Kovalenko, al momento, il profilo giusto.
Atalanta-Lazio (Coppa Italia) 3-2, l’editoriale – Pullman batte aereo. E quelle pazze idee su Miranchuk e mercato…
