Aveva iniziato l’opera Sofia Goggia, aveva proseguito nella costruzione Michela Moioli, ha completato il disegno l’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Ed ecco confezionata una giornata, il 23 gennaio 2021, che rimarrà di diritto nella storia sportiva di Bergamo.
La Goggia che a Crans Montana vince la seconda discesa libera consecutiva in due giorni, la terza consecutiva in stagione, la decima della sua carriera che, unita ai due supergiganti, fanno 12 in totale. La Moioli che si impone a Chiesa Valmalenco, portando a casa il sedicesimo successo della sua carriera in Coppa. Infine, la Dea che detta legge nel tardo pomeriggio sul campo della capolista del campionato italiano e campione d’inverno.
Un successo netto e perentorio, quello dell’Atalanta, che in termini di gioco non ha lasciato spazio al Milan. Romero non solo ha segnato la rete che ha sbloccato la partita ma ha totalmente annullato Ibrahimovic, Freuler e De Roon hanno annichilito Tonali e Meité (forse troppo prudenzialmente schierato come trequartista da Pioli), Zapata ha giganteggiato in avanti. Ilicic è stato il Genio, il Direttore d’orchestra con le maiuscole d’obbligo, che – come anche lui ha dichiarato nel post partita – si è divertito e ha fatto divertire. Ma tutti, dal primo all’ultimo, hanno costruito l’ennesima perla da aggiungere a una collezione che in questa stagione conta già gemme come Liverpool e Amsterdam.
Come però sempre accade dopo le grandi partite, il rischio del rilassamento inconscio è lì, dietro l’angolo, pronto a far capolino. Per far sì che rimanga solo un rischio, l’antidoto è proposto dal calendario. Due volte la Lazio, sia mercoledì in Coppa Italia che domenica in campionato. Avversario che va affrontato con concentrazione e con un pizzico di rivalsa, soprattutto per quanto riguarda l’impegno di Coppa, ricordando la finale scippata di due anni fa.
L’Atalanta svolta quindi a 36 punti. Appunto, svolta. Ricordiamocelo sempre: tanto si è gia fatto, ma…non si è fatto ancora niente.
Milan-Atalanta 0-3, l’editoriale – Il sabato di gioia di Bergamo. Ma non si è fatto ancora nulla
