Inutile girarci attorno, comunque andrà a finire, il campionato di Serie A 2020/2021 non sarà ricordato per essere stato uguale agli altri. Questo maledetto virus Covid-19 impedirà, con ogni probabilità, ai tifosi di poter tornare alla stadio per tutta la stagione.
Ragion per cui, la spinta del pubblico non potrà condizionare alcuni risultati come accadeva in passato e come – si spera – accadrà in futuro e questo campionato è destinato a rimanere un torneo dove i risultati ottenuti saranno validissimi ma saranno tutti “asteriscati”, poiché bisognerà sempre ricordare le particolari condizioni nelle quali questi verranno ottenuti.
L’assenza del pubblico e la presenza di molti microfoni e di molte telecamere amplifica poi gli echi dei colloqui tra i calciatori. E, chi ha minimamente frequentato un terreno di gioco indossando gli scarpini, sa che non vi sono scambi di “effusioni”. Ma altrettanto sa che, soprattutto quando il risultato è conseguito, si può stemperare la tensione con provocazioni accettate da entrambi i contendenti.
Quello che è accaduto ieri sera sul finale di Milan-Atalanta. A partita in ghiaccio, con la Dea davanti per 3-0 nei minuti di recupero finali, si stava attendendo l’esito del Var per un eventuale rigore a favore dei rossoneri. Nell’attesa, Zapata è andato da Ibrahimovic chiedendo se volesse il tredicesimo rigore di questo campionato. Lo svedese ha risposto dicendo che ha più gol segnati rispetto alle presenze in carriera del colombiano, ma ha risposto sorridendo.
Uno scambio di vedute che è nato ed è finito lì, senza – ne siamo sicuri – reciproci rancori da una parte e dall’altra. Ma semplicemente perché si è trattata di una cosa di campo, come ne avvengono 10000 del genere in ogni partita. Montarne una polemica significa davvero che la classe giornalistica italiana sta davvero raschiando il fondo del barile.
Ibra-Zapata? La polemica montata sul nulla in questo campionato con asterisco
