Atalanta-Genoa 0-0, l’editoriale – Se non si può vincere, almeno non si perde

Quando vi è la cerimonia di presentazione del calendario di Serie A, il commento più gettonato dei noti e meno noti addetti ai lavori è sempre il classico: “tanto, prima o poi, dobbiamo incontrarle tutte“.

Ebbene, chi ha affrontato almeno una volta nella vita un campionato di qualunque categoria, sa benissimo che questa frase è quanto di più falso che ci sia. Altro che “dobbiamo incontrarle tutte prima o poi”, il momento storico in cui si incontra una determinata squadra conta, eccome se conta. Avesse, infatti, l’Atalanta affrontato il Genoa di un mese fa, molto probabilmente staremmo parlando dell’ennesima vittoria netta della compagine di Gasperini.

Invece, la “sfortuna” è stata quella di aver affrontato un Grifone rigenerato dall’ennesima cura a firma del “medico” più caro ai tifosi rossoblu: Davide Ballardini. In 4 partite, prima della sfida di Bergamo, il Genoa ha fatto 7 punti, frutto di 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta assolutamente immeritata contro il Sassuolo. E in più l’aver costretto la Juventus ad andare ai supplementari negli ottavi di Coppa Italia.

Dinanzi, vi era un’Atalanta che si trova nell’ennesimo tour de force di questa stagione e che giocoforza non può essere scintillante in tutte queste partite giocate ogni tre giorni. Una combinazione di fattori che ha portato a una partita equilibrata. Il Genoa si è lasciato preferire nel primo tempo, l’Atalanta nella ripresa ha preso le redini del gioco ma è andata a sbattere contro il muro eretto dal Grifone e con il palo esterno colto da Hateboer nell’azione più nitida costruita dalla Dea.

Una gara dove l’attacco non ha brillato e dove gli esterni, salvo nell’occasione precedentemente citata, sono stati ben imbrigliati. Comunque, vero, non si è vinto, ma non si è perso. Alzi la mano chi non ha pensato di assistere a un déjà di Atalanta-SPAL dello scorso anno. A differenza di quanto accadde 12 mesi fa, però, si è mossa la classifica. In un campionato che può riservare parecchie sorprese dal punto di vista dell’imprevedibilità, mettere fieno in cascina con continuità potrebbe risultare decisivo alla lunga. Quindi, ben venga pareggiare se è scritto che non si può vincere.

Lascia un commento