Il Papu nuovamente in MTB. L’Atalanta chiarisca

Articolo 8, comma 1, del contratto collettivo tra la Lega di Serie A e l’Associazione Italiana Calciatori (contratto disponibile in rete presso il sito internet dell’AIC, http://www.assocalciatori.it): “al Calciatore è vietato svolgere altre attività sportive, lavorative od imprenditoriali nel periodo di durata del Contratto, salvo esplicita preventiva autorizzazione scritta della Società“.

Articolo 9, comma 1, sempre dello stesso contratto: “Il Calciatore deve curare la propria integrità psico-fisica in funzione delle prestazioni sportive che è tenuto a fornire e deve astenersi da qualsiasi attività che possa mettere a rischio la sua incolumità e la sua migliore condizione psico-fisica“.

Parole che non lasciano spazio a interpretazioni. Salvo autorizzazione della società di appartenenza, un calciatore professionista non può esercitare altre attività sportive. E tra di queste, rientra sicuramente l’escursione in Mountain Bike.

Ieri pomeriggio, per la seconda volta in pochi giorni, Papu Gomez è uscito per una passeggiata in MTB, come mostrato sul suo profilo Instagram. Sport bellissimo, assolutamente. Ma, giustappunto, sport esterno al calcio. E quindi assolutamente vietato, a meno che vi sia il permesso dell’Atalanta.

Benché l’argentino sia fuori rosa, è attualmente contrattualizzato (e, conseguentemente, stipendiato) dalla società bergamasca e quindi ha dei doveri da rispettare. Andare in bicicletta è un’attività splendida, ma comporta seri rischi per l’incolumità dei praticanti (è notizia di ieri l’investimento di sette corridori della Bora-Hansgrohe in allenamento sul Lago di Garda con conseguenze importanti per tre di loro, tra i quali Wilco Kelderman, terzo classificato al Giro d’Italia 2020).

Quindi, l’Atalanta chiarisca. Se il Papu è stato autorizzato a uscire in bicicletta, nulla quaestio. Ma, in caso contrario, la società di patron Percassi si imponga. E tuteli quello che comunque resta un patrimonio della Dea.

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