Atalanta-Cagliari 3-1, l’editoriale – Quel dolce rimediare agli errori

Continuità. La parola più amata e, allo stesso tempo, più agognata da tutti gli allenatori di calcio. Parola che, nel corso della stagione, può essere o permanentemente presente oppure ondivaga.

L’Atalanta di Gasperini, nel corso della sua storia, è sempre stata ondivaga dal punto di vista della continuità, ma nel senso buono del termine, in quanto continua lo è sempre stata al momento giusto in maniera da ottenere i risultati che la stanno legittimamente portando nell’Olimpo delle grandi.

In questo ultimo periodo, la Dea sta acquisendo un altro tipo di continuità e riguarda l’andamento delle partite. E infatti la gara di ieri vinta contro il Cagliari per 3-1 che ha consentito alla squadra di Gasperini di staccare il pass per i quarti di finale di Coppa Italia ha ricalcato per filo e per segno l’andamento delle ultime prestazioni dei nerazzurri.

Prendiamo, per esempio, l’ultima partita di campionato in quel di Benevento. Nel Sannio, l’Atalanta ha dominato nel primo tempo, ma ha dovuto aspettare solo il 30′ per sbloccare il risultato con Ilicic. Poi, nella ripresa, alla prima occasione la beffa del pareggio di Sau. Per fortuna, vi è stata l’immediata reazione con l’uno-due firmato da Toloi e Zapata e nel finale la perla di Muriel.

Ieri, è andato in scena praticamente lo stesso copione. Atalanta che ha schiacciato i sardi per tutti i 45 minuti del primo tempo, ma che ha segnato solo al 40′ con Miranchuk, diventato l’uomo degli esordi per eccellenza (andato in rete al debutto in campionato, in Champions League e ieri in Coppa Italia), in quanto è andata a sbattere con un Vicario in giornata di grazia.

Puntualmente, si è presentato il prototipo della beffa nella ripresa. Primo tiro in porta del Cagliari, pareggio di Sottil. Fortunatamente, come accaduto a Benevento, l’Atalanta ha reagito subito e ha ristabilito le giuste distanze in pochi minuti con Muriel e Sutalo, che ha rimediato all’incertezza avuta in occasione del gol dei sardi.

Questo dimostra un salto importante dal punto di vista psicologico della squadra di Gasperini. Un salto che conferma nuovamente come la lezione di Bologna prima di Natale sia stata pienamente appresa. Segno che l’Atalanta può commettere anche errori di mancata concretezza, ma questo suo rimediare è davvero dolce.

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