“Il primo sorso affascina, il secondo Strega“. Era il periodo di Carosello, il programma che negli anni Sessanta e Settanta, vedeva diversi attori noti dell’epoca interpretare piccoli filmini con lo scopo di reclamizzare alcuni prodotti. Tra questi, il liquore Strega, ancora oggi vero e proprio vanto di Benevento, che prende il nome dalle tante leggende che vedono la città sannita centro della “stregoneria” italiana e che aveva raggiunto fama nazionale proprio grazie allo slogan inizialmente riportata.
Un liquore che, per volere di Guido Alberti, comproprietario della casa produttrice dello stesso (e poi futuro attore) dal 1947 dà anche il nome al più famoso premio letterario italiano. Premio destinato all’autore italiano del libro più interessante dell’anno. Un premio che, se avesse una sua metafora calcistica, sarebbe destinato a Josip Ilicic.
Ieri, nella terra delle Janare, a stregare gli occhi di tutti ci ha pensato il numero 72 dell’Atalanta. Una vittoria, quella della Dea a Benevento, che porta decisamente il suo marchio di fabbrica. Un gol (il primo), una rete propiziata (la seconda di Toloi) e un assist per il terzo gol, di Zapata. Questo solo per fermarsi ai meri dati statistici.
In aggiunta ai freddi numeri, una prestazione da vero e proprio leader della squadra. Cercato e trovato dai compagni, temuto dagli avversari con raddoppi della marcatura (qualche volta diventata anche tripla), Ilicic sembra davvero essersi definitivamente alle spalle il brutto periodo dell’estate scorsa. E l’assenza forzata di Gomez potrebbe avere anche responsabilizzato maggiormente.
Non è un caso, poi, che l’unico periodo di appannamento ieri dell’Atalanta a Benevento, ossia il primo quarto d’ora del secondo tempo nel quale gli Stregoni sono momentaneamente pervenuti al pareggio, sia coinciso con l’unico periodo della gara nel quale Ilicic si è “assentato” cambiando zona del campo. Tornato lo sloveno sull’esterno destro non c’è stata partita.
Quest’Atalanta, alla quinta vittoria in sette partite dopo la qualificazione agli ottavi di Champions League, si gode quindi il suo Josip ritrovato. Ma, volendo fare le pulci, un quesito si pone: bene il ritorno ad alti livelli dello sloveno, ma non è che l’Atalanta stia diventando Ilicic-dipendente? Saranno le prossime partite a dirimere questo dubbio.
Ah, sì, ci sarebbe anche Muriel che, entrando dalla panchina, ha nuovamente segnato con un gol stupendo. Ma questo evento sta quasi diventando una “non-notizia”. Sperando che resti tale fino alla fine della stagione.
Benevento-Atalanta 1-4, l’editoriale – Ilicic da Premio Strega
