Atalanta-Sassuolo 5-1, l’editoriale – La differenza tra chi ha imparato e chi no

Si impara dai propri errori. Una frase che dovrebbe rappresentare un mantra per ognuno di noi in ogni campo della vita. Calcio compreso. Però, nell’universo dello sport più popolare del mondo, c’è chi impara in fretta dai propri sbagli e chi continua invece a perseverare nella propria condotta errata.

E la differenza tra Atalanta e Sassuolo, squadre che si sono sfidate ieri nella partita valevole per la 15/a giornata di Serie A 2020/2021, è stata praticamente questa. La Dea, nell’ultima gara prima della pausa natalizia, in quel di Bologna, aveva sbagliato. Andata negli spogliatoi al 45′ forte di un vantaggio di due reti e di un dominio praticamente totale, aveva staccato la spina troppo presto. In questo modo, il gol casuale di Tomiyasu aveva riacceso una gara dove l’Atalanta non c’era più. I felsinei in questo modo l’avevano sfangata, riuscendo ad arpionare il pari mentre la squadra di Gasperini recriminava per i due punti persi.

Un errore dal quale l’Atalanta sembra aver tratto la giusta lezione. Alzi la mano chi non ha tremato quando ha visto il risultato al 45′. Atalanta in vantaggio per 2-0 grazie alle reti di Zapata e Pessina e Sassuolo non pervenuto, esattamente lo stesso copione di Bologna.

Rientrata in campo, la Dea non è stata quella del “Dall’Ara”. Questa volta, saggiamente, Gasperini ha deciso di non modificare l’undici titolare e l’Atalanta, se è possibile, è stata ancora più cattiva del primo tempo, chiudendo la contesa a doppia mandata con Zapata, Gosens e Muriel prima del gol della bandiera del neroverde Chirichles. Una dimostrazione di forza e di concentrazione che rende plausibile la tesi che Bologna sia stata solo un episodio.

Per fortuna dell’Atalanta, c’è chi ha ancora non ha imparato: Roberto De Zerbi. Intendiamoci subito a scanso di equivoci, l’allenatore del Sassuolo resta uno dei più interessanti della nuova generazione di tecnici italiani. Però, in cinque gare contro l’Atalanta da tecnico dei neroverdi ha subito 22 reti, una media di 4,4 reti a partita. Evidentemente, De Zerbi è convinto di poter applicare la sua filosofia sempre e comunque contro qualunque avversario. I numeri, però, dovrebbero indurlo a una maggiore prudenza quando sfida l’Atalanta. Anche se, ragionando esclusivamente da tifosi della Dea, è meglio che resti integralista.

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