Atalanta-Verona 0-2, l’editoriale – Sì, è mini-crisi. Ma va spiegata

I numeri hanno un pregio importantissimo. Sono oggettivi. Sono inconfutabili. Non mentono mai, insomma. E i numeri certificano un dato assolutamente incontrastabile: in campionato, l’Atalanta è in crisi. Dopo la sbornia dei primi tre successi nelle prime tre partite contro Torino, Lazio e Cagliari, nelle successive sei giornate sono arrivate cinque punti, figli di 1 vittoria, 2 pareggi e 3 sconfitte con 5 reti fatte e 11 al passivo. E, soprattutto, due partite consecutive senza andare in rete (accaduto lo scorso anno l’ultima volta a fine ottobre, 0-0 a Genova con la Sampdoria e sconfitta in casa 2-0 con il Cagliari).

Crisi di risultati altamente certificata dunque. Però, appunto, di risultati. Perché l’Atalanta di campionato delle ultime uscite non sarà bella come quella vista ad Anfield Road, ma certamente non è neanche così allo sbando. Se tra Cesena sabato scorso e ieri, la squadra di Gasperini ha costruito 15 potenziali occasioni da gol e i due portieri, Provedel e Silvestri, sono risultati essere tra i migliori in campo, vuol dire che la squadra gioca e produce.

Gioca e produce, ma non concretizza. E qui veniamo alla prima nota dolente. Se le 15 potenziali occasioni certificano che l’Atalanta stia comunque sul pezzo, i 0 gol realizzati affermano come in questi 180 minuti è stata applicata una delle leggi non scritte del calcio, brutale ma efficace: crei ma non segni? Problema tuo, meriti di perdere.

La seconda nota dolente sta nella testa. In campionato, Torino a parte, l’Atalanta, subito lo svantaggio, esce fuori mentalmente dalla partita e sembra non prendere neanche in considerazione l’idea di rimontare. Vero, l’Inter è stata riacciuffata, ma in quel frangente è sembrata essere più una prodezza individuale di Miranchuk che un’azione proposta dal collettivo.

Invece, in Champions, imbarcata interna con il Liverpool a parte, quando con l’Ajax la squadra è andata sotto di 2 gol, si è rimboccata la maniche e ha recuperato la sfida con i lanceri prima di testa e poi di gambe. Il quesito sorge spontaneo: si è deciso di puntare tutto sull’Europa in questa prima fase di stagione, mettendo da parte il campionato dove bisogna solo limitare i danni al momento? Il 9 dicembre, al termine di Ajax – Atalanta, sapremo la risposta.

Giuseppe Pucciarelli

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