Liverpool-Atalanta 0-2, l’editoriale – Sì, questa volta Gasperini ha imparato

Noi non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo“. Quante volte abbiamo ascoltato questa massima da Gian Piero Gasperini? Tante. Eppure, dopo la scoppola interna per 5-0 di tre settimane fa in casa con il Liverpool, diversi tifosi dell’Atalanta si sono giustamente domandati: “Gasp, hai veramente imparato la lezione? Come accadde a Manchester col City lo scorso anno, hai concesso l’uno contro uno in difesa, mettendo a repentaglio la retroguardia contro attaccanti tecnicissimi e fortissimi. E 5 gol prendesti lo scorso anno, 5 gol hai preso dai Reds in casa“.

Un quesito pienamente legittimo e una critica assolutamente costruttiva posta al Vate di Grugliasco. E, da quanto si è visto ieri ad Anfield Road, quasi sicuramente è stato Gasperini stesso il critico più aspro di Gasperini. La formazione schierata ne è piena dimostrazione.

Un’Atalanta che ha giustamente rinunciato all’uno contro uno dietro, non inserendo dall’inizio nessuna punta di ruolo, con Ilicic e Gomez liberi di svariare su tutto il fronte offensivo e Pessina a fare il pendolare tra il centrocampo e la trequarti. In questo modo, la Dea non ha fornito alcun punto di riferimento in avanti al Liverpool e soprattutto ha creato una diga in mediana che ha retto pienamente alle – per la verità poche – avanzate inglesi.

Sì, lo possiamo scrivere chiaro e forte. Gasperini ha imparato. Gasperini ha capito che in certe occasioni rinunciare al proprio credo tattico è sinonimo di maturità e non di paura. Poi, certamente, avere, a differenza dall’andata, in campo Romero, De Roon, Gosens e Hateboer a pieno servizio ha dato una grande mano. Perché gli schemi tattici hanno la loro importanza, senz’altro. Ma senza gli adeguati calciatori a metterli in pratica, corrono il rischio di rimanere lettera morta.

Quando invece in campo c’era Diego Armando Maradona, non c’era schema che avesse potuto contenere la classe e l’estro di uno dei più grandi calciatori della storia di questo sport meraviglioso, se non il più grande in assoluto. Sì, poi fuori dal terreno di gioco la sua condotta non è stata irreprensibile. Ma chi ama il rettangolo verde, non può non amare Maradona. E’ stato il Calcio, poche discussioni al riguardo.

Ieri l’Atalanta ha battuto una formazione inglese (emblema di una nazione che, per i motivi noti ai più, non aveva certo in simpatia il “Pibe de Oro“) con le reti siglate al 60′ e al 64′. 60′, come l’età terrena del fuoriclasse argentino, 64′, numero la cui somma delle cifre fa 10, il suo numero per eccellenza. Chiamatele, se volete, coincidenze. Lasciateci però la libertà di credere che non lo siano.

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