Atalanta-Inter 1-1, l’editoriale – Un brodino per due

Oramai è diventato uno dei “must” del Natale degli italiani. Sì, tra albero e presepe, tra panettone e pandoro, tra spumante e champagne, immancabile è l’appuntamento, la sera della vigilia, con la visione su Italia 1 del film “Una poltrona per due“. Pellicola statunitense del 1983 con Dan Aykroyd, Eddie Murphy e Jamie Lee Curtis, la rete di Mediaset lo trasmette il 24 dicembre con regolarità dal 1997, ottenendo sempre ascolti soddisfacenti.

Ieri pomeriggio, al “Gewiss Stadium” di Bergamo, si è assistito a una libera interpretazione di questo film da parte di Atalanta e Inter. Un’interpretazione dal titolo: “un brodino per due“.

Già, perché il punto che si sono spartiti le compagini dirette da Gasperini e Conte corrobora proprio come una bella tazza di brodo caldo quando si è in convalescenza. Un pareggio che rende meno ostico il periodo non certo semplice che le due squadre nerazzurre stanno attraversando.

Dopo le bambole prese in Champions League da entrambe, la sensazione è che i 22 in campo siano scesi con l’imperativo categorico di “prima non prenderle”. E in effetti, la gara è stata per lunghi frangenti praticamente bloccata. Solo un gesto tecnico avrebbe potuto schiodare il punteggio dallo 0-0 e questo gesto tecnico ha portato la firma di un grandissimo attaccante come l’interista Lautaro Martinez. Impossibile per Sportiello provare a prendere il perfetto colpo di testa del Toro.

L’Inter ha avuto però il torto di non aver chiuso la partita subito dopo con Vidal e Barella, con Sportiello fenomenale su entrambi e l’Atalanta allora si è sbloccata mentalmente. Anche grazie ai cambi di Gasperini, finalmente azzeccati. Fuori Zapata, Toloi, Pasalic e Malinovskyi, dentro Muriel, Lammers e, soprattutto, Pessina e Miranchuk.

Ed è stato proprio il russo, come accaduto a Herning contro il Midtjylland, a trovare con una splendida giocata il punto del meritato 1-1. Anche qui, subito dopo, vi è stata l’occasione del ko, con il colpo di testa di Muriel terminato fuori di un soffio.

In ogni caso, risultato giusto, che rispecchia una sfida tra due squadre che stanno viaggiando davvero parallelamente come andamento. Forse non è una coincidenza che entrambe abbiano sofferto, soprattutto dal punto di vista fisico, in questo lasso di stagione tra la prima e la seconda sosta per le Nazionali.

Ricordiamo che Atalanta e Inter sono state le ultime squadre italiane a terminare (ad agosto inoltrato) la stagione scorsa, causa impegni europei. Quindi, hanno effettuato una preparazione che definire scarna è un eufemismo. A inizio campionato, hanno volato ma molto probabilmente perché si sono portati dietro la condizione dovuta alle partite ufficiali agostane. Poi, il calo, con la speranza (soprattutto per l’Atalanta) di una pronta ripresa.

Detto, anzi, scritto questo, da segnalare infine altre due cose. In primis, cambiare si può. L’Atalanta schierata col 4-2-3-1 negli ultimi 20 minuti è stata di gran lunga la migliore. E poi, tenere Pessina e Miranchuk in panchina ora come ora rappresenta un lusso che la Dea non può certo permettersi.


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