Come col Malines 32 anni fa, così ieri con il PSG. L’Atalanta di Gasperini imita purtroppo quella di Mondonico in semifinale di Coppa delle Coppe 1987/1988 e termina il sogno europeo.
Sulla partita, poco da dire. L’Atalanta ha avuto la bravura di sbloccarla con Pasalic e di resistere in maniera stoica e con un po’ di fortuna per 90 minuti agli attacchi parigini (anche se c’è da scrivere onestamente che Neymar si è mangiato un paio di gol colossali).
Poi al 60′ il PSG fa entrare quell’autentico fuoriclasse di Kylian Mbappé che ha spaccato la partita, con la condizione dei francesi che saliva sempre di più e quella dei bergamaschi che calava sempre di più (aperta e chiusa parentesi, ma vuoi vedere che alla fine ci ha azzeccato la Francia sospendendo il campionato?) e alla fine l’episodio chiave: Remo Freuler preso dai crampi che non ce la fa più, facendo rimanere in inferiorità numerica l’Atalanta.
Non c’è più la diga a centrocampo a far da frangiflutti e l’Atalanta crolla. Due imbucate centrali al 90′ e al 93′ e il PSG, con la sua enorme qualità, la ribalta e approda in semifinale.
L’Atalanta esce quindi ai quarti di Champions League, da miglior italiana (meglio quindi di Juventus, Napoli e Inter) facendo un’impresa storica, considerando che si tratta della prima uscita della Dea nel massimo trofeo continentale. Ed esce tra gli applausi dei suoi tifosi e della maggioranza di quelli delle altre squadre.
Quanto alla becera minoranza che sta esultando, piena di italioti minus habens invidiosi e falliti nella vita, che come sport praticano al massimo l’autoerotismo (ammesso che siano capaci a farlo), ricordiamo solo due cose: il Napoli riuscirà ad approdare ai quarti di Champions League il giorno che Rocco Siffredi entrerà in convento e il Milan è la Pro Vercelli d’Europa. Ha vinto tanto, ma per i prossimi 100-200 anni non vincerà più nulla nel Vecchio Continente.
Atalanta-PSG, 1-2, l’editoriale – Brucia, ma c’è orgoglio
