Atalanta-Sampdoria 2-0, l’editoriale – Segnali di nuova maturità

Dopo la vittoria con il Napoli, ci chiedevamo se l‘Atalanta avesse fatto quel passo in più. Ora possiamo affermarlo: sì, quel passo in più la Dea l’ha fatto. La vittoria di ieri con la Sampdoria per 2-0, la nona consecutiva in campionato, l’undicesima di fila stagionale contando anche i due successi negli ottavi di Champions League col Valencia (record rafforzato), ha confermato il processo di maturazione della squadra di Gasperini.

Lo ripetiamo, a costo di rischiare una stucchevole retorica. Queste 12 giornate (per alcune squadre, Atalanta compresa, 13) rappresentano un campionato non “regolare” nella quintessenza del termine. Perché non è regolare giocare ogni tre giorni in pieno luglio. Giocoforza, le squadre che partecipano a questo campionato non “regolare”, devono diventare, se vogliono ottimizzare il rapporto obiettivo da raggiungere e lo sforzo da profondere, altrettanto non “regolari”.

L’Atalanta di queste ultime partite sta confermando questa tendenza. Considerando che gli impegni dei nerazzurri non termineranno il 2 agosto, Gasperini da qualche giornata a questa parte ha impostato la partita in maniera diversa dalle quali eravamo abituati. L’Atalanta non inizia più le partite con il baricentro avanzato, lasciando “spazio” alle iniziative avversarie che ricorrono spesso e volentieri al pressing.

Ma il pressing non può durare 90 minuti e il calo fisico avversario lascia spazio alla qualità del gioco della Dea. Di chi sta in campo, come Papu Gomez. Di chi invece parte dalla panchina, come Luis Muriel. I numeri del colombiano sono strepitosi in tal senso: 17 reti in campionato (record personale), 10 da subentrato (record stagionale a livello europeo). Ultimo della serie è il destro chirurgico dal limite dell’area che si è piazzato nell’angolino basso alla sinistra di Audero e che è valso il gol del 2-0.

A tutto questo si uniscono i gol da calcio piazzato, fondamentali sempre ancora più decisivi in questa particolare fase della stagione. Erano il cardine della prima Atalanta di Gasperini, poi mano a mano erano scomparsi. Ma, dalla ripresa, sembrano essere tornati ed è un ritorno che ci piace, vero Rafael Toloi?

Infine, ultimo ma non ultimo non si può non sottolineare un dato importantissimo: la gara con la Sampdoria è stata la terza consecutiva senza subire gol al passivo. Non accadeva da due stagioni. Così come Gasperini, di nuovo dopo Cagliari, in un frangente della gara non ha avuto dubbi nell’infrangere il dogma della difesa a 3, schierandosi a 4 dietro e provando tattiche alternative. Segnali di maturità.

Ora mancano pochissimi punti per centrare la matematica certezza della partecipazione alla prossima Champions League. Questo e solo questo deve esserci nelle menti dei calciatori e dei tifosi atalantini. Tutto il chiacchiericcio su qualcosa di più lo lasciamo ai soliti media. Il non lasciarsi distrarre rappresenterebbe un altro indice di maturità.

Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli

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