Quarta vittoria consecutiva dalla ripresa, settima in Serie A (record assoluto nel massimo campionato, eguagliato il primato dell’Atalanta di Mondonico, realizzato in Serie B 1994/1995), quarto posto consolidato con 60 punti e 12 lunghezze di vantaggio sulla quinta. Insomma, tutti i numeri esaltano la splendida Atalanta di Gasperini. E giustamente.
Attenzione, però, perché sarebbe facile ora considerare i giochi sono già chiusi. Per fortuna, l’antidoto a questa illusione è proprio Vate Gasp da Grugliasco. Il tecnico nerazzurro ha subito chiarito come vi sia ancora tanto da fare e che non bisogna mollare proprio adesso, considerando un calendario tutt’altro che in discesa. Certo, prima si raggiunge la sicurezza matematica del conseguimento dell’obiettivo e prima si potrà pensare a Lisbona, però meglio ragionare un passo alla volta.
Passo. Questa è la parola ideale in questo momento. Se c’era un fattore che è stato sempre rimproverato all’Atalanta era l’incapacità di gestire la gara senza dover per forza accelerare dal punto di vista dell’intensità. Un fattore che, in un periodo dove si gioca ogni tre giorni e in piena estate e dove quindi il preservare le energie psico-fisiche diventa di fondamentale importanza, avrebbe potuto rappresentare un ostacolo non di poco conto.
Invece, sia con l’Udinese che ieri con il Napoli, la Dea è riuscita a gestire il pedale dell’acceleratore, schiacciandolo quando doveva essere schiacciato (vedasi i primi 10 minuti del secondo tempo di ieri) e tirando su il piede quando doveva essere tirato. Una caratteristica che solo le grandissime squadre, quelle che lottano per un obiettivo importante, posseggono.
Due indizi però non fanno una prova, quindi bisognerà vedere nella prossime partite se questo famoso passo in più sarà stato definitivamente compiuto.
Ah, per chi ancora rompe le pa…nnocchie (è il periodo loro, d’altronde) con il fatto della corsa. Chi capisce un minimo, ma giusto un minimo, di calcio, sa benissimo che in queste sfide di campionato l’Atalanta ha corso quando doveva correre, ma certo non è ai livelli fisici della Dea che ha schiantato il Valencia oppure ne ha rifilati sette a Torino e Lecce. Ed è naturale che non sia così.
Quindi, agli italiani medi che insistono su questo fatto della “corsa” (peraltro smentito dallo stesso Zeman), un solo pensiero: tornino a ripassare le regole del calcio. Ne hanno un assoluto bisogno.
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Atalanta-Napoli, l’editoriale – Dea, fatto quel passo in più? E chi parla di “corsa” ripassi le regole del calcio…..
